“Pensavo che papà avrebbe reso l’omicidio parte dei voti nuziali dei Mulvaney. Tipo, nella buona e nella cattiva sorte. Per uccidere e smembrare. Tutti i giorni della mia vita, amen.”
Accattivante umorismo macabro!
Ho dovuto prendermi un attimo di riflessione prima di accingermi a scrivere questa recensione, istanti in cui ho potuto tenere solo per me questi uomini unici, inimitabili e impagabili e le travolgenti emozioni che sanno suscitare.
È impossibile non rimanere avvinti dal fascino oscuro che sanno esercitare.
Una malia inquietante e inquieta che si colora di ferale sarcasmo e mortale ironia.
Onley James ci continua a colpire con il genio della sua creatività e con uno stile unico e peculiare.
Di volume in volume riesce sempre a sorprenderci e a incatenarci tra le sue pagine. Una prigionia dolce e fascinosamente pericolosa che ci trascina in un vortice di orrori e pericolo, di violenza e vendetta, una vendetta dolcemente cruenta.
Ci trasporta nella vita di uomini particolari, psicopatici e sociopatici, uomini che vivono di istinti predatori al limite dell’animalesco, giustizieri liberi di valicare ogni confine sociale per punire coloro che la giustizia non riesce a fermare.
A eliminare definitivamente, o come afferma Asa: “ Portare fuori la spazzatura”, liberare la società da quei predatori che corrompono e deturpano ogni purezza, che devastano ogni innocenza o speranza.
La verità era che i Mulvaney non erano assassini, erano il karma. E Zane avrebbe potuto essere parte del problema o parte della soluzione.
“Svitato” è un volume unico e indimenticabile che ho adorato, che ha saputo regalare attimi di feroce follia e tenebroso divertimento grazie a un ritmo narrativo impetuosamente travolgente.
Viviamo, lungo tutto lo svolgimento, un erotismo che è sempre perfettamente calibrato e di vitale importanza per comprendere l’individualità atipica dei suoi personaggi.
Gustiamo stacchi di funereo divertimento, e sprazzi di voluttuosa oscurità che si tinge di letale originalità.
Questa è la storia di Asa, un predatore, e come tale ama cacciare, catturare e sottomettere colui che stuzzica il suo lato più perversamente animalesco.
L’essere temporaneamente separato dal suo gemello speculare mina quel poco di “controllo sociale” che ha imparato a fingere.
Una facciata che si sgretola alimentando i suoi più perversi istinti verso colui che sfacciatamente gli si offre incautamente, cioè Zane.
Zane è un giovane con ferite profonde. Un uomo che soffre e porta incisi nell’anima dolori vivi e pulsanti, ferite mai rimarginate che suppurano e condizionano ogni sua azione o istinto di conservazione.
Un lutto mai elaborato, e una famiglia abusante, lo conducono a incrociare il suo cammino con Asa Mulvaney alla ricerca di una verità ben protetta, una verità che potrebbe ucciderlo.
Le interazioni tra Asa e Zane sono uniche e imperdibili, sono avvolgenti ma pericolose come mille lame tra piacere e dolore.
Vivere la nascita, e l’evoluzione esplosiva della loro relazione, è come camminare sul ciglio di una voragine senza fondo, spaventosamente adrenalinico, magico e terrificante.
Un pedinamento con smembramento, un rapimento che si trasforma in una resa erotica, e la verità di un passato che chiede di essere scoperta, uniscono Asa e Zane in un sodalizio che trasformerà la loro vita. Li unirà indissolubilmente per sempre.
Asa troverà un equilibrio che non si nutrirà più solo della vicinanza del gemello Avi, e Zane, finalmente, troverà una famiglia incapace d’amare nel più canonico dei modi, una famiglia che però lo proteggerà sempre con ferocia e dedizione. Imperdibile!
I Mulvaney erano rumorosi, pazzi e malati di mente, ma erano una vera famiglia: era l’unica cosa che Zane non aveva fatto altro che desiderare per tutta la vita. Una vera famiglia e un uomo che lo amava. E finalmente aveva entrambe le cose.
P.S
Anche per questo quarto volume, l’autrice Onley James, ci fa dono di un episodio bonus. Un piccolo scorcio di vita che mitiga, parzialmente, il doverci separare dalla meravigliosa famiglia Mulvaney, fino al prossimo imperdibile episodio.