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Intervista a Runny Magma








Buongiorno a tutti!

Oggi siamo in dolce compagnia, si perché abbiamo una scrittrice di libri M.M. che risponderà alle nostre domande. Si sa poco o niente di lei perché vuole tenere segreta la sua identità, ma cercheremo di conoscerla meglio e magari carpirle qualche segreto sulla sua identità. Perciò basta perdere tempo e salutiamo calorosamente Runny Magma!Siamo veramente felici di averti qui con noi e onorate dal fatto che hai voluto concederci del tempo.


Cosa ti ha fatto scattare la voglia di scrivere?

  Vuoi ‘carpire’ segreti su di me? :D Be’, innanzitutto non è un segreto che sono tutto fuorché ‘dolce’, poi non ho mai specificato né il mio genere sessuale, né altre dicotomie per giocare con svariati preconcetti. Per non ripetere idee già dichiarate qua e là, il succo è che se scrivi romance devi essere donna, se scrivi gay fiction devi essere uomo, se sei esordiente non sai scrivere, se sei un professionista sei raccomandato, se sei giovane non sai niente della vita, se sei vecchio sei da rottamare, se sei sconosciuto non hai abbastanza amici, se sei conosciuto hai troppi nemici. Riguardo la voglia di scrivere, la risposta in realtà è banale, perché più o meno per tutti scatta leggendo, per la coscienza di avere qualcosa da dire nel momento in cui non si riesce a trovare quello che vorremmo leggere.



A che età hai iniziato a scrivere?

  Ho sempre scribacchiato, a partire dalle storie di animali parlanti che quasi tutti ideiamo almeno una volta nei primi anni di scuola.



Sei partita subito con il genere M.M. oppure all’inizio hai scritto altro?

No, a sei anni non scrivevo robe sconce. Forse a nove, dieci... dopo aver adocchiato qualche fumetto.



Il genere M.M. sta vendendo sempre di più, sta cadendo lo stupido tabù della lettura di certi libri, cosa ne pensi in merito?

  Dici? Il boom c’è stato intorno a 3/2 anni fa, da un annetto e mezzo circa mi sembra che la curiosità per l’mm romance sia in calo. La gay fiction in generale è comunque molto più sdoganata rispetto a una decina di anni fa, basta guardare la tv.



Da cosa nascono le tue storie? Prendi spunto dalla vita reale o è tutto dettato dalla tua fantasia?

  Le trame e le caratterizzazioni sono inventate, ma le mie storie parlano di vita quotidiana e gente comune, per cui mi è capitato spesso di rifarmi a qualcosa che ho visto o sentito. Se non si vive o non si chiacchiera con la gente, secondo me, si finisce o con lo scopiazzare o con lo scrivere solo fantasticherie. Luoghi, locali o manifestazioni citati in “Perfect Strangers”, per esempio, sono reali; per l’esperienza e la parlata di Nuno di “Mascarado” ho preso ispirazione da un paio di amici; per non dire delle drag...



Ho notato che il filo conduttore dei tuoi libri sono le Drag Queen, come mai ti sei ispirata a loro?
 

  Eccoci. Frequento il mondo delle drag queen da circa quindici anni, grazie alle Drastik Queen, storico trio pisano, ma in Italia non c’erano molti romanzi a tema, così ho pensato di giocare con i lustrini, prima attraverso una rubrica di retrospettive e interviste sul blog “Refusi Etc.”, poi inserendo queste caratterizzazioni nelle mie storie.



È un mondo sconosciuto quello delle Drag Queen, perché sono ancora molti i pregiudizi che aleggiano intorno a loro, come i pregiudizi verso l’omosessualità. Credi che arriverà finalmente il giorno dove non ci saranno più pregiudizi o la strada è ancora lontana?
 

  Il mondo delle drag queen non è così sconosciuto. In tv sono ovunque e ormai hanno repertori specifici pure per i matrimoni, per giocare con i bambini. Il fatto di sdrammatizzare i pregiudizi stessi le rende rassicuranti anche agli occhi di chi ci si approccia con perplessità, per questo da Ru Paul a Platinette non ci sono mai stati grandissimi problemi di accettazione. I pregiudizi sull’omosessualità in generale poi vanno da persona a persona e da ambiente ad ambiente; in quello scolastico, per esempio, ci sono ancora tantissimi problemi, per non parlare di quello ecclesiastico.



In quale ambiente ti piace scrivere e in che momento della giornata?
 

  Non ci sono luoghi o momenti precisi, anche perché tutto dipende dagli impegni quotidiani e dai periodi più o meno produttivi.



Hai persone che ti consigliano mentre scrivi oppure fai tutto da sola e poi fai leggere?
 

  Mi è capitato spesso di chiedere consigli su dettagli e particolari secondari, per renderli più verosimili. Riguardo invece le tecniche di scrittura le ho studiate prima di pubblicare, come penso che si dovrebbe fare.



In tutti i tuoi libri parli di Filippo in arte Duchessa, fondamentale in certe storie, come mai non gli hai dedicato un intero libro?
 

  Perché il finale della sua storia era già chiaro a partire dal primo libro, non avrebbe avuto senso costruire di nuovo un’impalcatura per lui, così come non avrebbe avuto senso creare un personaggio ex novo nel momento in cui avrei avuto bisogno di un secondario identico a lui. Di conseguenza ho pensato che sarebbe stato divertente farlo apparire ogni tanto come attore non protagonista e rivelare di volta in volta qualcosa in più su di lui e sul suo gruppo di drag.



La coppia che mi è piaciuta di più è stata quella di Sasha e Ivan, una storia particolare, sembra quasi incesto anche se loro sono fratelli, ma non lo sono. Ti va di parlarcene un po’?
 

  Ero a una cena spettacolo della mia amica Ivana Tram (Miss Drag Queen Toscana 2014 e 2016), delle Drag Dynasty, e a fine serata ci mettemmo a parlare di uno show che avrebbe dovuto imbastire di lì a breve. Prima di reinventarsi come drag, era uno stripman, e ogni tanto rispolvera le ‘vesti’ per la festa della donna. Era indeciso fra 007 (che però aveva fatto già negli anni precedenti) e il faraone di Stargate, così io gli consigliai l’egizio spaziale. Mentre si spogliava e si struccava, gli scappò un lamento del tipo: “Speriamo d’un sbaglia’ valigia...” E come non avrei potuto dire: “Ripeti! Ripeti!”? :D Alla fine fece il faraone spaziale, ma in un romanzo pensai che sarebbe stata più immediata la visualizzazione di 007, per uno spogliarello. Ovviamente lui non è né Sasha né Ivan e i personaggi sono come al solito inventati di sana pianta partendo da questo spunto e da un altro relativo a una coppia di amici che stava adottando due bambini. Dissero loro che dovevano essere fratello e sorella veri, altrimenti in futuro avrebbero potuto innamorarsi. Io rimasi un po’... così, rimuginando: “E perché mai non potrebbe succedere fra due bambini dello stesso sesso?” Il titolo allude ovviamente a Billy Wilder. Tutti abbiamo ben presente l’equivoco iniziale e il travestimento di “A qualcuno piace caldo”, ma mi preme sempre ricordare la battuta finale perché, trattandosi degli anni ‘50, è strepitosa (chi non se la ricorda, lo riguardi!).



Eros e Nuno anche loro sono stati una coppia tosta. Scriverai qualcosa ancora di loro o con l’epilogo di (s)mascarado hai messo la parola fine?

  No, a dire la verità neppure “(S)mascarado” era previsto, perché per me la storia di Nuno ed Eros si era conclusa in “Mascarado.” Solo che me lo chiesero in tanti e allora inserii il mini-sequel in un ebook contenente anche una rivisitazione ampliata e rivista del mio precedente racconto “Porcahontas”, pubblicato in origine dal blog RFS.



Hai mai pensato di scrivere qualcosa di totalmente diverso, un altro genere?

  Come ti ho detto sopra, ho scribacchiato sempre un po’ di tutto, ma non tutto va oltre la sinossi, se l’idea non mi convince.



Rispondi a una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma che vorresti ti avessero fatto.

  “Sì” a: “Mi tieni un attimo questo milione di dollari?”



Hai già qualche altra storia nel cassetto o già pronta da pubblicare?

No, per il momento tutto tace, anche se ogni tanto in testa ci sono personaggi che si dibattono. Purtroppo il tempo è quello che è, e al momento ho altre priorità, ma non è detto che prima o poi Filippo non mi prenda a zeppate per riprendersi un po’ di scena.



Grazie mille per essere stata con noi e aver risposto alle nostre domande. Siamo state felicissime di averti qui, speriamo di sentirci ancora in merito a un tuo nuovo libro.

  Grazie a voi per lo spazio, e buone letture!





Recensione: Mascarado
Recensione: Perfect Strangers



 




 

Intervista a: Samantha Morgan



Ciao ragazze pronte a scoprire cosa ci ha risposto Samantha M. in questa intervista? Andiamo a leggere insieme!!!


1) In “ Mi sono preso un cucciolo”, hai creato due storie d’amore perché non hai fatto un libro per ognuna?

  Quando ho cominciato a scrivere “Mi sono preso un cucciolo” avevo in mente soltanto un’idea iniziale: un ragazzo come cucciolo. Russell e Ray erano i miei due protagonisti principali, ma quando nella stesura ho creato Philiph, il migliore amico di Russ, un po’ taciturno, me ne sono innamorata. Dargli vita e spiegarvi i motivi di questo suo carattere chiuso, mi ha fatto venire voglia di dare un happy ending anche a lui. Ma, a quel punto, le vicende erano così intrecciate che mi era impossibile separarle in due libri differenti. Avrei potuto rovinare entrambi i libri nel farlo. In più mi piaceva molto la differenza tra le due coppie: Russ e Ray molto dolci e Rob e Phil passionali.


2) Scriverai qualcosa anche sugli altri dipendenti di Russell? Mi piacerebbe leggere anche una storia su Josh e Alex non per forza insieme meglio se due libri.
 

  No, mi dispiace  😉

Mi sono preso un cucciolo è il libro al quale sono più affezionata, ma personalmente non mi sento di scrivere di Josh e/o Alex. Al momento ho molte altre storie in mente :P


3) La mamma di Ray, perché non le hai dato una giusta punizione per quello che ha fatto? Io gli avrei fatto patire le pene dell’inferno.

  Sicuramente se la sarebbe meritata, ma agli occhi della legge non aveva commesso nessun crimine e non poteva essere accusata di nulla. In generale le sarebbe sempre potuta capitare una bella “punizione divina”😉, ma non sempre nella vita reale questo accade. Io sono dell’opinione che “Dio vede e provvede” :P



4) Ora ti faccio qualche domanda sul libro “Tutta colpa di un caffè”. Ma come ti è venuta in mente la scena della macchia di caffè sulla maglietta di Francis e tutto quello che succede dopo? È stata esilarante e imbarazzante (ovviamente sai perché).
 

  Quella scena mi è piaciuto moltissimo scriverla, come tutto il resto del libro. L’ispirazione di scene del genere, a volte le sogno, altre volte vedo qualcosa in televisione o su una rivista. Anche solo una bella immagine può folgorarmi al punto da farmi venire un nuovo spunto. Tutto sta nel tenere la mente aperta 😉


5) Il personaggio di Mercedes nasce così dal nulla oppure hai preso spunto da qualcosa realmente accaduto?

  Mercedes è l’antagonista, il mio “cattivo” della storia. Non ho preso spunto da nessuno, o da nulla che mi sia accaduto. Ho immaginato una ragazza viziata, che cercava una scorciatoia per raggiungere i propri scopi e voilà! È nata Mercedes😉



6) Una domanda che nessuno ti ha mai fatto e che vorresti ti avessero fatto.
 

  Oddio… Proprio non saprei…


7) Come nascono i tuoi personaggi?
 

  Dalla mia immaginazione. Può capitare che veda la foto di un bel ragazzo e che mi ispiri un particolare tipo di personaggio, ma è accaduto solo una volta. In genere li creo dal nulla. Chiudo gli occhi e mi faccio un sacco di domande. Come ti chiami? Che aspetto hai? Qual è la tua storia? Quanti anni hai? Cosa vorresti? Che tipo di carattere hai e perché?
Mi piace dar loro vita, per me sono come figli 😉


8) Prima di scrivere hai già delineato il carattere e l’aspetto fisico di ogni personaggio oppure lo fai pian piano che scrivi?
 

  Assolutamente sì! :P
Se inizio un nuovo libro, è perché ho già una vaga idea della storia. Ma la prima cosa che faccio, prima di aprire Word e iniziare a digitare come una matta, è fare una tabella semplicissima dei personaggi. Nome, cognome, età, caratteristiche fisiche e, se ci sono, particolarità nel carattere (esempio: bravo con la spada o esperto di macchine).


9) Ti è capitato di dover stravolgere il finale di un tuo libro perché in ultimo hai cambiato idea?


  Altroché :D
Quando comincio un libro, abbozzo una scaletta molto semplificata, giusto due appunti per darmi una traccia delle vicende che andrò a raccontare. Ma, anche se sembra assurdo, quelli che comandano sono i personaggi, perciò devo sempre fare i conti con loro 😉. Nel mio libro di “The elf”, per esempio, l’idea iniziale era completamente diversa da quella che poi ho realizzato.
Man mano che si scrive una storia, il carattere dei protagonisti e il loro modo di fare diventa sempre più reale e concreto, quindi, se all’inizio penso di fargli fare una determinata azione, che però soltanto in seguito  capisco che non si adatta al personaggio, butto la mia scaletta iniziale e cambio la storia.



10) Da cosa hai tratto ispirazione per scrivere "Il mio uomo delle caverne"?
 

  Dopo aver scritto i miei primi quattro libri, in cui i miei personaggi erano relativamente dolci ed educati, volevo provare qualcosa di diverso. Volevo provare a creare un uomo rude e un po’ volgare, ovviamente senza esagerare, che rompesse un po’ i miei soliti schemi. Scrivere “Il mio uomo delle caverne” è stato fantastico! Devo ammettere che ho pensato più volte di fare un Vol. 2, con nuovi personaggi grezzi e ruvidi, che prendono ciò che vogliono senza tanti complimenti. Chissà… magari un giorno lo scriverò😉


11) Anche il tuo tipo ideale è come quello che descrivi nel libro: rude e volgare?
 

  AHAH! Se dico che sono arrossita leggendo la domanda, basta come risposta?


12) A quale personaggio del libro ti senti più affezionata?

  In ogni libro c’è un personaggio che, in segreto, prediligo sugli altri. Nel “Il mio uomo delle caverne” sono Will e Curt. In “Mi sono preso un cucciolo” è Rob. In “The Elf” è Craig. Nella saga de “I Lupi del Re” sono Ren, Kole, Troy, Sil e Akay. Nella serie “I ragazzi della Orion High School” sono Mitch e Ross. E in “Tutta colpa di un caffè” è David.


13) Secondo te esiste il colpo di fulmine?
 

  Io sono un’inguaribile romantica! Quando cucino o pulisco casa guardo “Via col vento” o “Titanic” o “Memorire di una geisha” e, puntualmente, mi commuovo! Quindi, assolutamente sì 😉 Esiste!


14) Nell’amore secondo te, prima la passione, o il romanticismo?
 

  Uhm… Difficile dirlo, personalmente penso che siano due sentimenti che si intrecciano tra loro. Anzi, credo che uno non possa esistere senza l’altro.


    15) Sei in un'isola deserta! Quali sono i libri che vorresti assolutamente portarti?
 

La lista è lunga :P
Se dovessi proprio scegliere, porterei: L’uomo perfetto di L. A. Witt, Se il mare prende fuoco di L. A. Witt, Dirty Dreams di Livin Derevel, la saga completa di Sookie Strackhouse di Charlaine Harris, la saga di Anita Blake di Laurell K. Hamilton, la saga de “La confraternita del pugnale nero” della Ward e tutti i libri delle autrici K.A. Merikan.


     16)In quale momento della giornata preferisci leggere/scrivere e qual è il tuo genere preferito?


  Scrivo durante il giorno, nei ritagli di tempo, alle volte anche due o tre ore di fila. Invece la sera, se non c’è nulla in televisione e mio marito non protesta troppo, mi piace leggere.
Come generi prediligo MM, ma leggo anche MF. Adoro il fantasy, specialmente con creature soprannaturali.


     17) Hai già in mente la prossima trama? Puoi accennarci qualcosa ( siamo curiose :-D 

  Prossima trama di quale libro? :P
Attualmente sto lavorando all’ultimo libro della saga de “I Lupi del Re”, sperando di riuscire a regalare alla mia serie un degno finale.
Ho in scaletta: una novella extra della saga “I Lupi del Re”, in cui vi mostrerò come si sono conosciuti i due lupi già accoppiati Mike e Arvey. Ho anche in previsione di realizzare due libri ambientati nel futuro, ma molto diversi tra loro… Uno molto “meccanico” e l’altro ambientato nello spazio… Infine, ho già in stesura un piccolo contemporaneo divertente…


18) A chi non ti ha ancora letto e conosciuto dà un buon motivo per iniziare a leggere i tuoi romanzi! 


  Quando scrivo, cerco sempre di regalare un’emozione. Mi impegno con tutta me stessa e cerco sempre di sviluppare: una storia interessante, dei personaggi coinvolgenti e un amore che vi faccia sognare! Se non mi avete mai letto, ma vi piacerebbe vedere il mio stile, su Amazon e Kobo potete trovate una mia piccola raccolta di One Shot MM gratuite


19) Ti è mai venuto in mente di scrivere un MMM, storia d'amore a tre?

  Sì, ne ho una nel cassetto… Magari un giorno la mia bozza richiamerà la mia attenzione e mi dirà “Sam, allora, ne vogliamo parlare? O meglio, la vogliamo scrivere?”


20) Un’ultima domanda. Come ti vedi fra dieci anni? 

  Vecchia? AHAH! Sinceramente non saprei rispondervi 😉 Tra dieci anni i miei figli ne avranno… quindici e quattordici, quindi sarò alle prese con la loro adolescenza… Sicuramente spero di pubblicare ancora, di essere migliorata e di riuscire ancora a regalare un’emozione a chi legge.


Grazie mille per esserti resa disponibile!
Aspettiamo i tuoi prossimi romanzi. A presto!!! 



Intervista: a Gaby Crumb




Oggi sono molto emozionata, potremo conoscere qualcosa in più su una bravissima scrittrice che mi piace tanto: Gaby Crumb.
Ti faccio i complimenti per il tuo modo di scrivere, molto coinvolgente. Ma andiamo a scoprire insieme come ha risposto alle nostre domande.





-Hai qualcuno a cui ti ispiri?

Amo molto Cardeno, Calmes e Amy Lane come autori di gay romance, soprattutto ho un debole per Cardeno. Per me lui può scrivere anche gli ingredienti di una torta e lo leggerei a prescindere. Però non posso dire che ci sia veramente qualcuno cui mi ispiro, anche perché scrivo in modo molto istintivo. Scrivo secondo ciò che mi suggerisce la mia mente spesso senza neppure avere chiaro fino in fondo cosa succederà nelle storie che racconto. Ho un idea e inizio a scrivere.



-Quando hai capito che scrivere sarebbe diventata la tua strada?

Oddio la verità è che ho sempre amato farlo fin dalle scuole medie. Fino ad un anno e mezzo fa però non avrei neppure mai immaginato di poter far leggere a qualcuno le storie che mi venivano in mente, se non qualche  fan finction . Ho iniziato proprio con quelle, shippando Steve e Danny di Hawaii five O. era la prima volta che provavo a far leggere a qualcuno qualcosa scritto  da me. La vera prova è stata inviare il primo lavoro alla Triskell ( Dove finisce il cielo). Ero terrorizzata perché mi stavo buttando in qualcosa che sembrava molto più grande di me. Sono state poi le reazioni entusiaste che ho ricevuto a darmi il coraggio di provare a fare un secondo tentativo con Dark Room. In questo caso devo ringraziare solo gli amici, la spinta più grossa me l’hanno data loro.



-Che tipo di scrittrice sei? Scrivi di getto? O sei più metodica?

No metodica proprio per niente. Non sono neppure capace di fare una scaletta dei capitoli, perché tanto finisce che non la seguo e che  la storia viene fuori completamente diversa da quella che aveva ipotizzato. Scrivo d’istinto. Inizio da un’idea e poi lascio che la storia parli da sé.



-Per i tuoi personaggi, ti ispiri a qualcuno che conosci davvero, oppure è tutto frutto della tua fantasia?

No, i miei personaggi vivono costantemente nella mia testa. Hanno vita propria. E’ come se fossero persone reali che vivono la loro vita solo che lo fanno dentro la mia testa.



-Quando decidi di leggere un libro, in base a cosa lo scegli?

Prima di tutto in base al genere e all’umore. Leggo sempre gay romance e fantasy veri e propri, con tanto di maghi, draghi ed elfi. Però sono anche un’appassionata di urban fantasy. Raramente leggo quando sono impegnata a scrivere anche perché una volta che apro un libro, se mi prende, non mi stacco fino a quando non l’ho finito e se sono impegnata a scrivere non me lo gusto come si deve.
Poi dalla sinossi e dalla copertina. Entrambe devono raccontarmi il libro non tanto nella storia ma nelle emozioni che sono racchiuse al loro interno. Alcuni poi li leggo anche per curiosità, perché hanno avuto una buona critica.



-Ti piace di più scrivere o leggere?

Leggere è una passione. Scrivere è una parte di me, a volte quasi un bisogno. Direi che non le metto a confronto. Mi danno tanto entrambe per motivi diversi.



-A quale di tutti i tuoi libri ti senti maggiormente legata?

Ah ecco questa è la domanda più difficile di tutte. Sono legata a tutti i libri, a tutte le storie per motivi diversi. Sicuramente “Dove finisce il cielo” mi è rimasto nel cuore, ma anche Dark Room. Ora sta uscendo Anime Fragili, questo libro per certi versi è un pezzo della mia anima. E’ stato scritto un anno fa ed è rimasto chiuso in un cassetto. C’è voluto tempo prima di sentirmi pronta a pubblicarlo, Quando l’ho ripreso in mano , ho fatto alcune modifiche ma mi sono resa conto che lavorarci nuovamente mi dava le stesse emozioni che mi ha dato scriverlo.



-Ho letto la serie Red shadows che mi è molto piaciuta. C'è stata un'ispirazione in particolare che ti ha portata a scriverla? Un avvenimento?

Allora Red… quando ho iniziato a scriverlo doveva essere un libro unico. Quando ho finito il primo libro mi sono accorta che avevo messo tutti gli indizi per un secondo libro, che anche gli altri personaggi volevano spazio e mi sono ritrovata a tirar fuori 5 libri, l’ultimo è in lavorazione.  Non ero neppure convinta di poter essere in grado di scrivere una storia con così tanti intrecci, ma anche in questo caso non ho programmato nulla prima, cambiavo la trama di continuo mentre scrivevo. Molte vicende sono nate mentre le scrivevo ma devo dire che  sono entusiasta di questa serie. Mi ha fatto rendere conto però che ho davvero tanto ancora da imparare, come l’attenzione ai particolari. Quando scrivi in modo istintivo spesso quello è qualcosa  che ti sfugge.


-Hai fatto un grande lavoro con tutti i personaggi della serie. Caratteri ben definiti, modi di comportarsi, storie personali.Di tutti, a quale ti senti più legata?

Nooo questo non puoi chiedermelo!!! Li amo tutti. :)


-C'è un genere nel quale vorresti cimentarti, ma non ti senti sicura nel farlo?

Il fantasy, o anche  l’urban fantasy. Mi piacerebbe davvero tanto ma non credo proprio di esserne capace.



-Quando scrivi, ti piace farlo la mattina presto, o la sera quando magari la giornata appena trascorsa ti ha dato degli spunti?

Scrivo quando capita in realtà. In metro mentre vado a lavoro, la mattina presto con un occhio ancora mezzo chiuso, a notte fonda perché mi sveglio con un’idea. Sono lunatica e lo è anche il mio modo di scrivere. Non so neppure spiegare bene come arrivino le idee. So solo che quando arrivano, qualsiasi cosa io stia facendo devo scriverla. In borsa penna e quaderno non mancano mai.



-Se potessi, cambieresti qualcosa di quello che hai fatto?

Forse  cercherei solo di non essere così tanto ansiosa quando pubblico. Faccio impazzire tutti quelli che mi stanno accanto.



-Il libro che avresti voluto scrivere.

Adesso ti faccio ridere. Avrei voluto scrivere Il libro della Ward su Quinn e Blay (Confraternita del pugnale nero) . L’ho aspettato con trepidazione e quando l’ho letto mi ha deluso così tanto che avrei voluto poterlo riscrivere.
A parte gli scherzi, non c’è un libro, tra quelli che ho amato, che avrei voluto scrivere io e sai perché?  Perché ogni autore è diverso, ha le sue sfumature, i suoi metodi e quella storia non sarebbe venuta altrettanto bene se l’avessi scritta io, non mi avrebbe toccato l’anima nello stesso modo.



-C'è tra i tuoi libri, uno che prima di pubblicarlo hai avuto paura del gradimento?

Sì, Un attimo ancora. Perché era la prima volta che scrivevo in terza persona e non è proprio nelle mie corde. Con la terza persona il mio modo di scrivere istintivo si blocca. Ma era una prova che voleva fare e l’ho fatto. Amo molto quella storia ma oggi la riscriverei in prima persona.



-Se ricominciassi daccapo, rifaresti tutto esattamente uguale?

Si, perché quello che ho fatto mi ha portato nel bene e nel male a dove sono oggi e a non aver paura di ammettere che ho ancora molta strada da fare ma anche di essere orgogliosa di quella che ho fatto fino ad ora. Potevo fare di meglio? Certo, sì può sempre fare di meglio ma è anche giusto che uno ci arrivi con i suoi tempi e i suoi modi. Cadere e rialzarsi è un modo per crescere. Anche l’essere insicura ogni volta che pubblico  non lo cambierei  infondo perché io stessa mi dico che forse potevo fare meglio e cerco di farlo le volte successive come posso. A volte non ci riesco ma non mollo.



-Qual'è il libro della tua vita?

Non cè n’è uno in particolare. Diciamo che sono piccole parti di vari libri, primo fra tutti Sogno di una notte di mezz’estate..


-C'è una persona nella tua vita che non vorresti mai deludere?

Più di una. Ci sono anche persone a cui vorrei poter dire di Gaby, ma per ora non posso farlo. Spero nel futuro.
Per ora cerco di non deludere chi mi supporta e mi sopporta ogni giorno nei miei deliri da “scrittrice”.



-Descriviti con una parola.

Una sola? Lunatica

 

Grazie a Gaby Crumb per aver risposto alle nostre domande e per aver messo a disposizione un suo cartaceo per questo Giveaway!!!

 

 
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 Il Giveaway termina Giovedì 16 Marzo, assegneremo privatamente un numero ad ogni commento, in maniera progressiva a partire dal primo commento lasciato. Venerdì 17 annunciamo i due vincitori!
Buona fortuna a tutti!!!



Recensione:  Red Shadows
Recensione:  Red Shadows 2
Recensione: Red Shadows3
 Recensione: Red Shadows4
Recensione: Anime fragili
Recensione: Un attimo ancora
Recensione: Dark room
Recensione: Silent love

 

 

 

 

 

 

Intervista: con Alessia Cucè




Ciao a tutti!!!
Oggi abbiamo il piacere di intervistare Alessia Cucè!
Partiamo facendole tantissimi complimenti per il suo modo di scrivere. Abbiamo notato che è bravissima in tutti i generi. Andiamo a scoprire cosa ci ha risposto!!!




-Quando hai scritto il tuo primo libro? Che genere era?

 

Il mio primo libro l’ho scritto nel 2013, un fantasy, Tra le braccia di un Sogno, che poi è divenuto una trilogia.

 

 

-Tra tutti i generi letti non abbiamo trovato un M/M, hai intenzione di scriverlo?

 

Non penso. Ho letto solo una volta questo genere e non credo di esserne all’altezza.

 

 

-Hai una tua playlist preferita per quando scrivi?

 

Sempre, per ogni libro le canzoni mi accompagnano per tutta la scrittura. Quelle più suggestive diventano le colonne sonore dei miei booktrailer.

 

 

-Di solito dove ti piace scrivere?

 

Solitamente scrivo a casa, seduta al tavolo, ma spesso mi capita di scrivere anche in auto o mentre sono a letto. Per fortuna esistono le app sul cell.

 

 

-Come ti è venuta in mente la storia di Sean Soul?

 

È da un po’ che volevo scrivere un romanzo simile, ma ho sempre creduto di non essere preparata. Amo i film e i romanzi dello stesso genere, ho cercato di studiare tutti gli aspetti e quando mi sono sentita pronta, è nato Sean.

 

 

-Visto che in “101” hai racchiuso più generi, ti è stato difficile scriverlo?

 

In parte. Ci sono stati aspetti che mi hanno fatto tribolare, ma consultandomi con la mia fidata beta, tutto si è chiarito.

 

 

-Ho letto “Il profumo della pioggia”, cosa ti ha spinto a scrivere un libro che parla di una tematica così forte come il cancro?

 

Il cancro ha fatto parte della mia vita per diversi anni, anche se non ha colpito me direttamente, ma mio padre. Avevo bisogno di liberarmi del peso che questa malattia mi aveva lasciato dentro durante la lotta affrontata da mio padre, una lotta, purtroppo, persa. Avevo bisogno di dare un lieto fine, perché io non ne avevo avuto. Di sperare di nuovo e cogliere l’essenza della vita, seppur difficoltosa con la costante presenza di un nemico simile.

 

 

-C’è stato qualcuno che ti ha aiutata nella stesura del libro? Ho visto che ci sono delle parole molto tecniche e mediche.

 

No. La conoscenza di termini medici purtroppo deriva dalla mia esperienza. Frequentare ospedali per anni, ti porta a sapere nello specifico, ogni caratteristica del nemico che ti appresti a contrastare.

 

 

-Cosa ti senti di dire a chi si trova a dover combattere questa terribile malattia?

 

Di non smettere mai di sorridere, anche quando si è deciso di arrendersi, bisogna continuare a gioire e accettare. Il cancro oramai fa parte della vita di tutti, si è diffuso a macchia d’olio, quindi, ognuno di noi ha qualcuno caro che sta lottando o ha lottato contro questa malattia. È diventata davvero, come scrivo nel libro, uno di famiglia e in quanto tale, va affrontato non facendosi sovrastare dalla paura. Lo so, non è semplice, ma mio padre mi ha insegnato che qualsiasi sia l’evolversi di un percorso tanto difficile e debilitante, se hai accanto le persone che ti supportano e rispettano ogni tua scelta, ma sono in grado anche di scuoterti quando la resa è dietro l’angolo a causa della stanchezza, non bisogna smettere mai di ringraziare e sorridere per tutto quello che abbiamo vissuto. Breve o lungo, poco importa, l’importante è vivere intensamente.

 

 

-Ora, rispondi a una domanda che ancora nessuno ti ha fatto su questo libro, ma che vorresti ti fosse fatta.

 

La domanda: perché amo tanto il profumo della pioggia da usarlo come titolo e renderlo, nella trama, un momento di rinascita.
Risposta: La pioggia spesso suscita nostalgia, malinconia. La prima volta che ho sognato mio padre dopo la sua morte, mi sono svegliata in piena notte e ho aperto la finestra per respirare e calmare le lacrime. Pioveva a dirotto e l’odore mi è salito alle narici. Lo avevo sognato sereno e di nuovo sano, senza i segni di quella malattia che me l’aveva portato via. Quel sogno ha riportato il sorriso e tutte le volte in cui piove e sento l’odore della terra bagnata, ripenso a quel bellissimo sogno.

 

 

-Mi piacerebbe sapere se Nadia esiste veramente, se hai tratto ispirazione da qualcuno in particolare?

 

No. Nadia nasce dalla mia vena umoristica. Ogni qualvolta vedo uno strafigo da paura, penso al rovescio della medaglia e partono battute a raffica. Io adoro ridere, adoro la spensieratezza, la leggerezza di trascorrere ore serene in grado di offuscare l’oscurità che spesso mi fa compagnia. Ridere mi fa stare bene come nient’altro e da questo nasce Nadia, dall’esigenza di prendere la vita con leggerezza e portare il buon umore ai miei lettori.

 

 

-Il personaggio di Nadia, con il suo carattere, ti assomiglia? In caso contrario, vorresti essere come lei?

 

A tratti. Nadia in certi aspetti è davvero odiosa. Il suo voler additare ogni aspetto degli altri non rendendosi conto di non essere tanto diversa, non rientra nelle mie caratteristiche. L’autoironia e l’autocritica, invece mi appartengono.

 

 

-Ho riso tantissimo quando c'è stata la descrizione di tutte le "prodezze" di Mattia. Hai mai incontrato un uomo del genere?

 

Aimè sì. Un grande amore adolescenziale tanto bello quanto vuoto, purtroppo.

 

 

-Ho adorato molto i paragoni che adoperi nel libro: Aurora, gamberetto, aragosta etc. ho riso  tantissimo. Usi questi paragoni anche nella vita di ogni giorno?

 

Sì. Sono molto burlona e mi piacciono le similitudini soprattutto se fatte con parti del corpo.


-Hai mai incontrato un uomo come Paolo?

 

Sì, lo ammetto, ma tanti e tanti anni fa, solo che il mio “ispiratore” era anche di bell’aspetto oltre ad avere delle caratteristiche, chiamiamole così, non indifferenti.

 

 



Grazie mille Alessia per aver risposto alle nostre domande!
Aspettiamo il tuo prossimo romanzo.


Romanzi 
 
Recensione:Il profumo della pioggia qui
Recensione: Colpo di fulmine (senza sfumature) qui
Recensione: Un amante nel mio letto qui
Recensione: 101 qui



 

Intervista: a Raffaella V. Poggi e Giveaway








Buongiorno a tutti! Oggi sono esaltatissima per questa intervista: che squillino le trombe, che rullino i tamburi, che si srotoli il tappeto rosso, che trombino le colombe! 
Vi presento e saluto con inchino profondo 
Raffaella V. Poggi. 
Una delle poche autrici che, mi entusiasma talmente tanto, da acquistare subito un suo libro senza neanche conoscerne la trama. Può essere anche la lista della spesa ma sarà scritta in maniera divina.

 

Ciao splendore è un onore poterti intervistare e passare un po’ di tempo con te.

Grazie a Voi, a te, Viviana, e a Giusy per avermi ospitato e permesso di parlare un po’ di me. Dai, scatenati: chiedimi quello che vuoi, sarò felice di risponderti.



Come prima cosa ti chiedo, come mai da VeloNero hai cambiato il nome in Raffaella V. Poggi?  Questo è per le persone che non ti conoscono con il nome di Velonero o viceversa?

Mi chiamo Raffaella: VeloNero non è un nome, non è il mio nome; mi piace definirlo un’etichetta che rimane comunque a testimoniare il mio progetto: un tocco di mistero in ciò che scrivo.

 

 Da cosa è nata la tua voglia di scrivere? C’è stato un motivo particolare o una cosa che ti è venuta così in modo naturale? 

Avevo voglia e bisogno di raccontare le mie storie, tutto qua. Gli studi che ho fatto mi hanno aiutato a metterle su carta.



Che cosa ti piace leggere? Qual è il tuo libro preferito e il tuo personaggio preferito?

Principalmente amo i gialli e mi piacciono molto gli autori italiani, sia di giallo che di rosa.
Il mio libro preferito… ne ho tanti, forse la copertina di Linus è Orgoglio e Pregiudizio, che rileggo una o due volte l’anno, quindi direi Mr Darcy… sì è lui il mio personaggio preferito. E poi rileggo Guareschi.

 

Quando scrivi lo fai direttamente sul pc o ti piace scriverlo prima su qualche diario?

Scrivo a pc, con cui convivo dal lontano… non te lo dico perché parliamo di un millennio fa. A volte, in mancanza di altro, scrivo su alcuni notes. Però, per ogni mia storia, ho un quaderno di appunti dedicato.



Hai un posto preferito e un orario preferito per scrivere?

Scrivo sul divano, col pc sulle ginocchia. Scrivo di notte e di mattina ricorreggo gli strafalcioni della sera prima.



Da dove prendi ispirazione per i tuoi libri? E' tutto frutto della tua mente oppure c’è un qualcosa che prendi dalla vita reale?

Direi che mi faccio ispirare da uno spunto iniziale, che può essere una foto, una pubblicità, un film, comunque – e sempre – parto da una situazione che mi intriga e che vorrei veder sviluppata a modo mio.



Hai qualcuno che ti aiuta quando scrivi, che ti consiglia o preferisci scrivere tutto e poi far leggere a qualcuno di tua fiducia?

Sola, anche se ho qualche amica che torturo “in fieri” e che mi aiuta ad aggiustare il tiro e mantenere la giusta rotta.



Io ti ho conosciuta con il libro “ Un lungo fatale ultimo addio”, ho amato la storia  tra Lord Baxton e Valery. Come mai un libro storico?

Sempre per quello che ho detto prima: parto da una situazione che mi piace esplorare, ma certi temi e circostanze risulterebbero ridicoli o impossibili ambientati ai giorni nostri, quindi cerco ambientazioni giuste ed appropriate per la storia che mi piacerebbe raccontare.



Lord Baxton è meraviglioso con un passato molto forte e doloroso, in certi punti sono crollata e ho pianto per lui. Come hai fatto a scrivere delle parti così intense?

Nei suoi vissuti c’è qualcosa di mio, non così violenti né romanzati, ma abbastanza laceranti.



Valery è un'altra eroina tenace e testarda, a lei gliene hai fatte passare delle belle. Era tutto già nella tua testa o pian piano, ogni giorno che passava ti veniva in mente la trama ?
 

La trama è sempre completa quando inizio la stesura, ma cambia un po’ quando arriva sulla carta, o meglio, sono i personaggi che assumono connotati che io non avevo previsto. Vivono indipendentemente da me.



Hai scritto anche “Ritorno a Westbury” un altro storico, scritto a puntate sul tuo blog e poi pubblicato, vuoi parlarcene?
 

Appena posso lo riprenderò in mano, devo completarlo, ampliarlo e nello stesso tempo tagliarlo… Sono i personaggi che più amo.



Altro successo è stato “Uptown Girl”, come mai un cambio di genere?  


Sono tutte storie che fanno parte di me da molto tempo. Anzi, posso dirti che la più recente è proprio “Un lungo fatale ultimo addio”, per cui non è propriamente un cambio di genere, ma solo una storia diversa.



 Con la scrittura di questo libro mi hai spiazzata, la prima parte rimane un po’ un'incognita in cui non si capisce esattamente cosa stia succedendo, ma da metà libro hai “un attimo di smarrimento” e da li è tutto chiaro, giuro io non avevo capito … sei stata perfida!! Cosa hai da dire a tua discolpa?

Nulla! Mi rimetto alla clemenza della corte. :D Scherzi a parte, ho puntato tutto sullo stupore e sui alcuni trucchetti narrativi che ho cercato  di rubare ai gialli. Sono riuscita nel mio intento solo perché in un rosa il lettore non si aspetta di dover porre attenzione anche alle virgole, come in un giallo classico. Un libro che rileggerete due volte, ho scritto nella sinossi. Per molti è stato così, ma per capire gli elementi che ho disseminato nel testo, per questo è impossibile bissare.



Anche a Jackie gliene hai fatte passare di ogni, sei stata tremenda, io avrei fatto più male ad Antonia ad esempio, perché non l’hai fatta soffrire come meritava? Compreso l’avvocato e il figlio. Io li avrei fatti morire tra atroci sofferenze.

Chi ti dice che non lo farò? Che non farò passare qualche momentaccio ai miei cattivi? :D E poi Jackie è forte, più forte di Walsh e lui lo sa. Infatti non la piega, anche se può sembrare...



Il 27 Gennaio esce il tuo nuovo libro, una raccolta di un tuo vecchio lavoro, postato a puntate in un blog, si intitola “Sei nel mio cuore”, un'altra bella storia d’amore, come mai hai deciso di pubblicarlo solo ora?

Non aveva visibilità, relegato fra vecchi post, e anche se alcuni già conoscono la storia di Juliette e Leo, solo la pubblicazione mi permette di arrivare a tutti e spero piacerà anche a chi ancora non la conosce.



Hai già in programma un nuovo libro? C’è qualcosa che vuoi anticiparci, almeno il genere? Hai già in mente quando pubblicarlo?

Sì, un contemporaneo della serie Taste of NY, esattamente come “Uptown girl”, ma questo ha un registro completamente differente. Ironico, direi. E arriverà… non so quando, ma abbastanza presto.



Una domanda che nessuno ti ha ancora fatto ma che vorresti ti fosse fatta!
 

“Come ti sei sentita quando hai capito che i avevi azzeccato tutti e sei i numeri del Superenalotto?”.  Credo che non me lo chiederà mai nessuno, anzi, sono praticamente certa.



E’ con molta tristezza devo dirvi che l’intervista è finita, avrei voluto stare qui ancora un po’ e carpirti altre cose ma ahimè la mia capa mi ha richiamata all’ordine.
Perciò GRAZIE, sei meravigliosa molto gentile e sempre disponibile con tutti. 

Trovi sempre il tempo per rispondere ai messaggi dei tuoi lettori. Questo è importante, perché, ci da la sensazione di aver instaurato un rapporto di amicizia con te, anche a distanza di chilometri.
Spero di poterti ancora intervistare, magari per il tuo prossimo libro.









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