Segnalazione: Sei tu la mia alba di P. Aram



Titolo: Sei tu la mia alba
Autore: P. Aram
Genere: Romance Rosa/ Erotico
Casa editrice: Self publishing
Data d'uscita: 24 Novembre 2016
Pagine: 363
Prezzo: eBook 0,99

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Sophia, una giovane ventisettenne, ha un sogno sin da piccola, diventare una pasticciera professionista.
Mai nella vita si sarebbe aspettata di riuscire in quest’impresa, lavorando per un importante albergo al centro di Roma.
Gli imprevisti però sono sempre dietro l’angolo e uno sfortunato incidente, rischia di metterle i bastoni tra le ruote.
Una sconsiderata al volante le sfonda letteralmente la macchina, causandole un possibile ritardo per il colloquio, che potrebbe cambiarle la vita.
Inveire contro la donna, la fa sentire relativamente meglio, e anche con il presunto fidanzato al telefono, corso in aiuto della propria fidanzata.
Ma cosa accadrebbe se presentandosi al famoso colloquio si trovasse a dimostrare le proprie capacità culinarie proprio a loro due?
Il futuro di Sophia si annuncia pieno di sorprese e di un bruciante desiderio di voler quell’uomo con tutta se stessa, nonostante tutto e tutti.
Sophia sarà pronta a mettersi in gioco, a rischiare tutto, per amore?





ESTRATTI



1.
«Sai, con i capelli sciolti sei molto più seducente», mi bisbigliò vicino all’orecchio.
Il suo fiato caldo mi accarezzò, provocandomi un brivido lungo tutta la schiena.
Non sapevo cosa rispondere, ero semplicemente rapita.
Il suo odore mi solleticava i sensi, il calore del suo corpo accanto al mio, mi incendiava.
Sentivo sulla mia pelle il suo sguardo, che seguiva il profilo del mio corpo.
La luna che splendeva alta in cielo, sembrava una candela accesa, il rumore del mare fungeva da
musica in sottofondo, mentre l’aria attorno a noi si caricava di elettricità.
«Ti desidero Sophia».
Vidi la disperazione e la bramosia nei suoi occhi.
Sentii i miei capezzoli tendersi e il fuoco accendersi tra le mie gambe.
Anche io lo desideravo .
Mi baciò, e io non opposi resistenza, era quello che avrei dovuto fare, ma non era quello che volevo,
e così il mare smise di suonare per noi.
Il mio cuore si fermò e il tempo si arrestò.
Le sue labbra catturarono le mie e avvertii il loro sapore dolce.
Il suo bacio cominciò timidamente, ma quando si rese conto che lo stavo assecondando, si fece più
passionale.
Infilò le sue dita tra i miei capelli, attirandomi più vicino alla sua bocca, al suo corpo e fui travolta da
uno tsunami.
La sua lingua si fece strada all’interno della mia bocca e cominciò una danza con la mia. 

2.
«Sophia?», mi chiese socchiudendo gli occhi.
«Si?», non mi ricordavo nemmeno la domanda.
«Come te ne torni a casa?», mi interrogò tenendomi ancora il polso.
«Con un taxi», gli replicai.
«Ti accompagno io», affermò.
«No, non devi preoccuparti».
«Ti accompagno io!», asserì duro.
«No, grazie!», risposi strattonando il polso per liberarmi dalla sua presa.
Non funzionò, anzi mi strinse ancora di più la mano attorno al polso, senza farmi male.
«Ma che...?».
«Ho detto ti accompagno io, fine della storia».
Ma chi si credeva di essere? Quell’arrogante e impertinente che non era altro.
«Fine della storia? Ma come ti permet...», non mi diede modo di terminare perché mi trascinò fuori
di peso.
Mi caricò in spalla come un sacco di patate.
Vedevo tutto sotto sopra, ma vedevo benissimo il suo fondo schiena muoversi, oddio che visione
splendida. 

3.
«Sei bellissima», esclamò affascinato dal mio corpo nudo.
«Ora tocca a me», lo punzecchiai.
«Accomodati», mi fece aprendo le braccia.
Cominciai dalla camicia, sbottonandogliela molto lentamente, godendomi ogni porzione di pelle che
scoprivo.
«Sophia», mi disse con voce roca e supplichevole.
«Mmm?», gli risposi.
Lo vidi mordersi il labbro inferiore, eccitato, mentre io imperterrita lo provocavo rallentando sempre
di più.
All’improvviso si strappò la camicia, facendo volare i bottoni, mi spinse sopra il letto, mentre io
ridevo.
«Tentatrice».
«Chi io?», gli chiesi fintamente ingenua.
«Si, ora ti meriti questo...». 

4.
La strinsi forte, accarezzandole la schiena con una mano e con l’altra i capelli.
La sentii rilassarsi, tra le mie braccia.
Mi staccai per posarle un bacio delicato sulle labbra che mi accese dal profondo, mi sentivo rinato al
suo fianco.
Le nostre lingue si cercavano, si trovavano, si univano come se volessero abbracciarsi.
Poi le mie mani, incapaci di accontentarsi dei suoi capelli o del suo viso, si infilarono sotto il suo top,
iniziai a disegnare piccoli cerchi con le dita, arrivai al suo reggiseno che sganciai con facilità e che
cadde per terra, dato che non aveva spalline.
Cominciai a massaggiarle i seni, mentre con le labbra scendevo verso il basso, baciando, mordendo e
leccando il collo e poi più giù, la clavicola.



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