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Nuova uscita: 18 Aprile - STRINGS - di Sammy Brighton

 


Titolo: Strings

Serie: Stand Alone

Autrice: Sammy Brighton

Genere: QLGBT Poliziesco

Casa Editrice: Quixote Edizioni

Formato: E-book (Mobi) e cartaceo

Prezzo: €3,99 (e-book) – Disponibile su Kindle Unlimited

Data di uscita: 18 Aprile 2022


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Beau è nato e cresciuto in un quartiere dove nessuno esce di casa senza una pistola e gli atti di piccola criminalità sono all’ordine del giorno; un quartiere che sopravvive grazie a regole dettate dalla comunità che vi abita, che non hanno niente a che fare con la legge.


Quando una nuova droga comincia a circolare, infrangendo una delle regole più importanti, Beau si ritrova coinvolto nelle indagini volte a smascherare gli spacciatori. Quella che inizialmente appare come una faccenda di poco conto, ben presto si rivela parte di un disegno più grande del quale, Beau ne è sicuro, fa parte anche Oscar Mayloom, il nuovo poliziotto assegnato al loro Distretto in concomitanza con l’apparizione delle prime pasticche.


Oscar è giovane, ha la faccia pulita da bravo ragazzo ed è incredibilmente sexy. Quello che Beau non riesce a capire è perché senta il bisogno di sottometterglisi.




L’Autrice


Sammy Brighton è un’autrice italiana, pansessuale e attivista per i diritti LGBTIQ+.

Laureata in Giurisprudenza, lavora in un ufficio durante la giornata, ma dedica tutto il suo tempo libero alla scrittura, alla lettura e al volontariato.


Non ricorda esattamente quando la sua testa ha cominciato a riempirsi di storie o quando ha capito che la sua penna poteva essere un’arma contro la cis-eteronormatività. Quello che sa per certo è che la letteratura ha il potere di cambiare il mondo, proprio come ha cambiato il suo.




Recensione: Home Run di Sammy Brighton



Titolo: Home Run
Autore: Sammy Brighton
Genere: Contemporaneo M/M
Casa Editrice: Self Publishing
Formato: ebook
Prezzo: € 3.49 
Pagine: 273
Data di Pubblicazione: 25 Ottobre 2017

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Jasper aveva imparato che essere se stessi aveva un costo, soprattutto se essere se stessi significava essere un frocio con i capelli lunghi e un’ingiustificata fascinazione per Maria Antonietta. 

Aveva anche imparato che liceo o college non faceva molta differenza in quanto a incivili incarnazioni di omofoba virilità, perché come prima c’era stata la squadra di football, adesso c’era quella di baseball. 

Infine, aveva imparato che voler cambiare il mondo non era sufficiente a cambiarlo sul serio, ma riuscirci era possibile, bastava non abbassare lo sguardo davanti alla supponenza –e al destro- di Rick Hawls.

Jasper era stato certo di aver capito tutto quello che d’importante c’era da capire, ed era stato certo che delle proprie imprescindibili convinzioni non avrebbe mai potuto fare a meno. 

Poi Timothy Nealrot, il giocatore di baseball che aveva segnato più fuoricampo nella storia della Dronning University, l’aveva baciato in uno sgabuzzino delle scope, ricordandogli che niente dev’essere mai dato per scontato, nemmeno chi si nasconde dietro a un’appestante colonia costosa e all’ultimo modello di sneakers.







  Timothy Nealrot mi ha baciato, sulla bocca, cinque secondi all’incirca, e in quei cinque secondi è stato come se il mondo intero avesse spento la luce.



Home run... quando leggi un libro come questo non è facile scrivere la recensione. 
Non è facile perché troppe sono le emozioni, spesso contraddittorie, che sa suscitare. 

Potrei dirvi che è una bellissima e struggente storia d’amore... Ma non basta. 

Potrei anche dire che ci racconta di come nella realtà tutte le etichette, in cui la società ci ha insegnato a incasellarci, non trovano riscontro, che gli stereotipi sono tali solo perché noi, troppo spesso, non riusciamo a vedere oltre.

Potrei descrivervi i personaggi multisfaccettati che lo animano con i loro pregi e difetti, con la loro confusione e, per alcuni, con atteggiamenti crudeli e ottusi, un po’ come tutti noi siamo stati o potremmo essere.

Potrei soffermarmi sullo stile unico della scrittrice a tratti scevro da abbellimenti, impietoso e privo di artifici atti a commuovere, la realtà sa già essere abbastanza dura.
Facile per noi ergersi a giudice e giuria delle vite altrui ma questo libro ti smaschera e ti porta a capire che in ognuno di noi c’è un po’ di Megs, l’amica del cuore, quella che ti promette  che ci sarà per sempre per poi gettarti via come un giocattolo rotto. Un po’ di Marco talmente innamorato da non vedere la tua sofferenza. Un po’ di Liz mai considerata, la seconda scelta che, però, insieme a Viviane, all’apparenza viziata e superficiale, sapranno essere la roccia che ti sostiene, il tuo punto fermo, l’unico appiglio al baratro spalancatosi nella tua vita.
Possiamo riconoscerci in Tim, nelle sue paure, nel nascondere se stesso, i suoi sogni, le sue aspirazioni al mondo e a se stesso. Non tutti nascono guerrieri ed è anche per tutti i Tim al mondo che chi può deve combattere perché come dice Jasper nel suo discorso:


  Non è che abbia molta voce in capitolo o alcun diritto di dire che chi non lotta è un codardo. Credo, invece, che forse dovremmo lottare più per loro che per noi, più per chi non può o non ne ha la forza che per noi che l’abbiamo e viviamo comunque la vita che ci siamo scelti.


E infine Jasper il “guerriero”, colui che lotta per il suo diritto ad amare.


  Ma Mamma se adesso tolgo la spilla penseranno di aver vinto. Se non la tolgo magari capiranno che infilarmi nei cassonetti, picchiarmi o insultarmi non ha senso, e impareranno a rispettarmi. Oppure no, ma comunque a me quella spilla piace e non voglio toglierla dallo zaino.



Jasper che nel suo essere se stesso si nasconde. Nasconde le sue ferite, la paura dell’abbandono perché tutti, prima o dopo, lo lasciano. Jasper che attraverso Tim scopre se stesso, le sue paure e le sue debolezze, scopre che la sua forza e il suo attivismo sono la maschera che tiene insieme i pezzi della sua anima e del suo cuore ferito.


  “Tu cambierai il mondo, Jasper. Non arrenderti solo perché non sei riuscito a cambiarne un pezzettino”. Solo che quel pezzettino era un pezzettino che avrebbe fatto la differenza: non per il mondo, ma per Jasper. Lo voleva per sé, non per fare la differenza: per essere felice.



















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