RECENSIONE IN ANTEPRIMA: CON UN' ALTRA FORMA - di Bart Yates

 


Titolo: Con un’altra forma
Titolo originale: Leave Myself Behind
Autore: Bart Yates
Traduttrice: Cristina Massaccesi
Collana: Rainbow
Genere: Contemporaneo
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Lunghezza: 300 pagine
Prezzo Ebook: € 4.99
Prezzo cartaceo: € 12.00
Data di pubblicazione: 3 Ottobre 2020





Noah York è un adolescente gay che non ha ancora fatto coming out. Ha la lingua lunga, un forte senso critico e tantissimo materiale a disposizione per lanciarsi in una delle sue invettive. Dopo essere rimasta vedova, la madre di Noah, una poetessa dal carattere difficile, accetta un lavoro da insegnante in una piccola città del New Hampshire, lontano da Chicago e dal mondo che lui ha sempre conosciuto. Noah va abbastanza d’accordo con la madre, ma la vecchia casa che stanno cercando di restaurare comincia a svelare i suoi oscuri segreti per mezzo di polverosi barattoli di vetro nascosti all’interno delle pareti. I barattoli contengono frammenti di lettere, poesie e pezzi di diario che finiscono per ricostruire una storia di dolore e violenza che crea un’improvvisa frattura fra Noah e sua madre. Per fortuna, Noah trova un alleato inaspettato in J.D., un vicino di casa adolescente che ha tanti problemi con la sua famiglia.




Ma è soltanto una finta. Nessuno dei due sta bene e credo che siamo entrambi terrorizzati di perdere l’altro.


“Con un’altra forma” è sicuramente una di quelle storie che ti offre la possibilità di una doppia chiave di lettura. 
Si può tranquillamente parlare dei suoi personaggi tratteggiati con cura e che ci offrono una caratterizzazione assai peculiare. 
Sono nella loro quasi totalità ermetici, permeati da un carattere atipico e quasi esclusivamente apparentemente distaccato. 
Protagonisti che faticano a mostrare le loro emozioni, che ci offrono una facciata spesso spiazzante e surreale.
Le emozioni spesso sono trattenute, ma non per questo meno reali o intense.
La prospettiva con cui ci viene narrata la vicenda è esclusivamente di Noah, un ragazzino ermetico e sardonico che in alcuni momenti ci appare anaffettivo. 
Ci parla direttamente con una leggerezza che percepiamo solo apparente perché nasconde una realtà più sofferta e discordante. 
Quello che ci racconta è un mistero oscuro e tormentato, un mistero che, mentre lentamente viene svelato, trascinerà i nostri protagonisti alla scoperta di orrori molto più vicini a loro di quanto credano, sia fisicamente che emotivamente. 
Scardineranno ogni loro difesa e stravolgeranno le loro esistenze e la visione che hanno del mondo.

Il male non è spettacolare ed è sempre umano, e divide il nostro letto e mangia alla nostra mensa […]


“Con un’altra forma” è anche, però, un libro di introspezione umana e psicologica. 
Veniamo calati con implacabile analisi, e riserbo, lungo tematiche difficili e devastanti. 
L’autore non concentra tutta la sua, e nostra, attenzione sull’orrore in quanto tale, ma ci permette di sfiorarne le conseguenze emotive e psicologiche, le ferite dolorose e mai sopite. 
Ti obbliga a restare concentrato per capire e carpire cosa si cela sotto a una superficie di noncuranza e un pizzico di disagio. 
È sicuramente un libro incentrato sulla scoperta di sé, sull’accettazione tra paura e dolore, sul bullismo e l’omofobia, l’abuso e lo stupro.
Ogni evento lo viviamo con lo stesso distacco di Noah, un distacco apparente che ci permette di metabolizzare il baratro di oscurità in cui l’uomo, troppo spesso, precipita tra ignoranza e ignonimia.
“Con un’altra forma” è un libro stupendo, una storia raccontataci con uno stile perfettamente curato e schietto, analitico ma fortemente incisivo. 
Una storia d’amore dolcissima. Una traduzione perfetta e curata. Stupendo.

Non ho mai visto una tale gioia sul volto di qualcuno ed era diretta proprio a me. No, anzi, io ne ero addirittura il motivo. E per un istante eterno giuro su Dio che mi è sembrato di aver ingoiato il sole.















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