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RECENSIONE: QUALCOSA NASCOSTO - di Marco Bagliano e Susanna De Ciechi

 


Titolo: Qualcosa nascosto
Autori: Marco Bagliano e Susanna De Ciechi
Editore: Manni Editori
Genere: Narrativa
Pagine: 256 
Prezzo Ebook: € 9,99
Prezzo cartaceo: € 17,58
Data pubblicazione: 14 Aprile 2022

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Un impresario di pompe funebri e un ragazzino finito in un grosso guaio sono i protagonisti di una storia che si consuma in un solo giorno ad Alessandria. Pietro Ventura e la sua famiglia affrontano la consueta routine di “una giornata da becchini” in cui le vicende dei vivi incrociano quelle dei morti e di alcune presenze benevole, quando accade l’inaspettato. Un giardino di transito per l'Aldilà accoglie uomini, donne, bambini e animali al centro di eventi straordinari eppure intimamente connessi a ognuno di noi. La tenerezza e l'ironia sono gli ingredienti di un romanzo lieve e delicato che svela più di una verità.





I morti ci parlano? Sì, e hanno tanti modi per farlo: entrano nei nostri sogni, per esempio. Oppure ci conducono in un punto di contatto per mostrarci qualcosa, o qualcuno. Oppure ci fanno un dono che non possiamo rifiutare.
Non dimentichiamo mai che i morti sono morti, ovvero diversamente vivi.


Intimamente delicato!
“Qualcosa nascosto” è una storia raccontataci con una semplicità disarmante, con una lievità che riesce a trasmetterci la profondità del dolore e della perdita. 
Viviamo una giornata intensa, ricca di emozioni profonde e spiazzanti. 
Assistiamo a uno spaccato di realismo connaturato da rispetto e riserbo che ci regalano, così, una vicenda che ci accompagna con tenerezza alla scoperta delle storie dei vivi, storie che si intrecciano a quelle dei morti, offrendoci un tocco di speranza su ciò che sarà. Una visione di ciò che potrebbe essere, un equilibrio tra l’aldiquà e l’aldilà, tra ciò che è stato e che sarà.
Gli autori, Marco Bagliano e Susanna De Ciechi, ci portano a vivere una giornata all’interno di una famiglia che si è dedicata, da generazioni, alla cura dei morti nel rispetto dei vivi. 
Nell’accompagnare chi parte e chi resta indietro con rispetto e attenzione.
Ci offrono la possibilità di una visione “spirituale” che ci accompagna, morbidamente, all’introspezione emotiva in rapporto al più grande mistero che ci accomuna tutti. 
Non importano l’età, il credo o l’estrazione sociale, siamo tutti ugualmente indifesi di fronte al mistero della vita, al mistero della morte e di ciò che sarà di noi.

I vivi e i morti stavano agli estremi opposti di una catena. Tra gli anelli della catena c’erano il dolore, l’amore, la nostalgia, la felicità e il rimpianto per ciò che non si era fatto e per chi era rimasto indietro.


In una giornata torrida e ricca di dolore, ogni componente della famiglia Ventura ci si mostra con le sue debolezze e i dubbi, con la propria forza interiore così intrinsecamente umana e che li aiuta nonostante la sofferenza, e la commozione, che vivono e assorbono ogni loro giorno stando a contatto con il lutto e l’angosciante spaesamento di chi resta indietro.
Gli autori intrecciano le vicende dei vivi con quelle dei morti, regalandoci così la consolazione di un idea, di un tocco impalpabile e una vicinanza che spesso viene percepita tra le ombre più sfumate o un lieve refolo nell’aria immota.
In questa lunga giornata canicolare due sono le vite che si toccano tra incredulità e mistero, quella di Pietro Ventura e Lorenzo. Un uomo e un ragazzino che intrecciano una connessione intangibile tra realtà e spiritualità. 
Una caduta, un numero sbagliato e una scelta, questi sono i tre elementi attorno cui ruota l’intero svolgimento. Uno sfiorarsi intimo e trepidante di volontà o rinuncia, una scelta che non può essere imposta ma che va rispettata fino in fondo, qualunque essa sia.
“Qualcosa nascosto” è una storia che si basa su un interrogativo che spaventa e a cui non sappiamo, e possiamo, rispondere. Cos’è la morte? 
È la fine di tutto o l’inizio di un nuovo viaggio?
Con questo libro gli autori ci offrono la possibilità di una risposta che è speranza e consolazione con scorrevolezza e rispetto, ci parlano di morte ma essenzialmente ci raccontano la vita. 
Consigliato!

È più rischioso coltivare la speranza che vivere nella paura. Non avere mai paura di rischiare.












Copia Arc fornita dalla Casa Editrice





RECENSIONE IN ANTEPRIMA: IL CORPO CHE INDOSSO - di Donatella Ceglia

 


Titolo: Il corpo che indosso
Autrice: Donatella Ceglia 
Collana: Rainbow
Genere: Narrativa, Contemporaneo, Romanzo a tema LGBT+
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Lunghezza: 288 pagine
Prezzo Ebook: 4,99 €
Prezzo cartaceo: 15,00 €
Data di pubblicazione: 25 Novembre 2022










Elia, undici anni, non ha un posto nel mondo e non si sente a proprio agio nel suo corpo. Criticato dai genitori per non essere il perfetto figlio maschio che si aspettavano e affascinato dai vestiti di sua sorella, diventa facile vittima dei bulli.

Solo Gio, un compagno di scuola selvaggio e ribelle, trova il coraggio di difenderlo e lo invita a casa sua: un appartamento pieno di stoffe e ricordi, in cui l’aria è pervasa dal profumo di lavanda degli abiti di Libera, l’amorevole nonna del ragazzo. L’appartamento diventa ben presto un rifugio per Elia, in cui trova l’affetto e la comprensione che altrove gli vengono negati.

Passano gli anni, il rapporto tra Elia e Gio si evolve. I due ragazzi diventano uno l’estensione dell’altro, si alimentano del loro legame simbiotico, si indossano a vicenda come i vestiti che Elia tanto ama e con cui esprime se stesso.

Quello che li unisce tuttavia non basta. Il mondo preme sulle pareti dell’appartamento e reclama attenzione, mescolando ciò che si trova dentro con ciò che c’è fuori, tanto che i due giovani prendono strade diverse e la separazione sembra inevitabile. Elia tiene così traccia del tempo, chiedendosi se sarà possibile sopravvivere a quel tipo d’amore.






Quei tre ragazzi, di cui ancora oggi ricordo le facce e le voci, mi insegnarono una fede fatta di assoluti e di opposti che avrei impiegato tempo ad abbandonare.


Emotivamente doloroso!
Bellissimo e sofferto.
“Il corpo che indosso” è un libro unico per un’autrice, Donatella Ceglia, che non avevo ancora avuto il piacere di leggere. 
Una scrittrice che ha saputo conquistarmi grazie a uno stile morbido, poetico e, a tratti, ermetico, intriso di sofferenza e confusione emotiva ed esistenziale.
Questa è una storia riflessiva in cui i suoi protagonisti sono chiamati a compiere un percorso di crescita introspettivo profondo e che viene rimarcato da uno stile narrativo che nasconde e confonde come confuso è il suo protagonista principale. 
Attimi che ci destabilizzano e sconcertano emotivamente attraverso le incertezze e le insicurezze che tutti gli attori vivono.
“Il corpo che indosso” è una storia fatta di percezioni, sentimenti, emozioni e sensazioni che sono come vestiti e colori, che proteggono e sovvertono ogni certezza. 
La paura di essere diverso, del giudizio e della colpa si basano su un’ideologia prestabilita che sconcerta e non appartiene a Elia.

I colori non si possono neanche toccare.


Una maglietta rosa è il preludio della nostra storia, l’evento in cui tutto ha inizio e porta Elia, unico narratore, a prendere coscienza del mondo e del suo crudele pensiero. 
L’episodio in cui realizza che un vestito è una dichiarazione di intenti, una dichiarazione che può anche essere rivoluzionaria. 
Elia e Gio si conoscono poco più che bambini, sono due corpi spezzati e ricuciti con vestiti che non calzano le loro anime ferite. La tempesta emotiva e la tristezza sono sempre pronte a trasparire e sfuggire dalle crepe delle loro anime. 
“Il corpo che indosso” è uno stillicidio emotivo, ansia che silente ti strugge il cuore e la mente, che si dibatte per capire e afferrare la verità. È un viaggio lungo gli anni di crescita, l’adolescenza e l’età adulta, il rifiuto delle etichette e il desiderio di stabile concretezza. 
Una presa di coscienza passionale lenta e dolorosa che frulla come fragili ali di farfalla. Una sensazione che fugge e rifugge sfocata agli occhi della mente ma che si percepisce reale. È tangibile ed effimera, cresce e si dilata, e tutto avvolge con la sua verità.

Il tempo non ci corrodeva, ma ci plasmava al punto che non avevo più idea di cosa fosse lui e di cosa fossi io; solo insieme, forse, riuscivamo a essere qualcuno di intero. Era già troppo tardi.


Passano gli anni, l’adolescenza è un’età già difficile di per se, quando poi non si è come ci si sente è anche peggio. 
Il rapporto tra Eli e Gio è sicurezza e dolore. È una simbiosi soffocante, un’aggrapparsi per sentirsi più veri e reali. 
Vivono un rapporto che si snoda tra le pareti di “casa”, quella casa che è rifugio e salvezza, certezze ed esplorazione fisica e sentimentale. 
Una simbiosi che è libertà e prigionia, un bisogno che costruisce e distrugge.
Gio non ama le etichette, limiti e definizioni che rifugge, distruggendo così un rapporto poggiato sulla paura della perdita, una relazione che assume i contorni di un abuso. 
Un lutto precipita ogni azione e consuetudine, le paure ingigantiscono portandoli inevitabilmente a perdersi per mezzo di uno stillicidio di insicurezze e dolore. 
Tutto si frantuma e Gio e Elia si feriscono con silenzi e gesti dai bordi affilati e taglienti. Intrappolati in una relazione malsana, impossibilitati a viversi senza colpirsi e soffrire. Sono alla deriva in un rapporto divenuto difficile e incomprensibile.

Poteva funzionare, potevo riuscirci. Dovevo solo amputarmi Gio dall’anima.


Elia comprende che deve imparare a vivere, a maturare e incamminarsi verso il suo domani qualunque esso sia, con qualunque anima lo affianchi. Infrange quella promessa che mai avrebbe creduto possibile. 
È giunto il momento per loro di compiere una scelta, crescere e forse un domani ritrovarsi.
“Il corpo che indosso” è una storia dolorosamente difficile. È un pugno nello stomaco, un cuore che si strugge e spezza nella sofferenza. 
Elia e Gio sono perfetti nelle loro imperfezioni, in quei tratti arricchiti di egoismo come tutti noi siamo. Meraviglioso!

“Il tempo non è un cerchio, né una linea. Il tempo è come un onda.”












Nuova uscita: 25 Novembre - IL CORPO CHE INDOSSO - di Donatella Ceglia

 


Titolo: Il corpo che indosso
Autrice: Donatella Ceglia 
Collana: Rainbow
Genere: Narrativa, Contemporaneo, Romanzo a tema LGBT+
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Lunghezza: 288 pagine
Prezzo Ebook: 4,99 €
Prezzo cartaceo: 15,00 €
Data di pubblicazione: 25 Novembre 2022










Elia, undici anni, non ha un posto nel mondo e non si sente a proprio agio nel suo corpo. Criticato dai genitori per non essere il perfetto figlio maschio che si aspettavano e affascinato dai vestiti di sua sorella, diventa facile vittima dei bulli.

Solo Gio, un compagno di scuola selvaggio e ribelle, trova il coraggio di difenderlo e lo invita a casa sua: un appartamento pieno di stoffe e ricordi, in cui l’aria è pervasa dal profumo di lavanda degli abiti di Libera, l’amorevole nonna del ragazzo. L’appartamento diventa ben presto un rifugio per Elia, in cui trova l’affetto e la comprensione che altrove gli vengono negati.

Passano gli anni, il rapporto tra Elia e Gio si evolve. I due ragazzi diventano uno l’estensione dell’altro, si alimentano del loro legame simbiotico, si indossano a vicenda come i vestiti che Elia tanto ama e con cui esprime se stesso.

Quello che li unisce tuttavia non basta. Il mondo preme sulle pareti dell’appartamento e reclama attenzione, mescolando ciò che si trova dentro con ciò che c’è fuori, tanto che i due giovani prendono strade diverse e la separazione sembra inevitabile. Elia tiene così traccia del tempo, chiedendosi se sarà possibile sopravvivere a quel tipo d’amore.




RECENSIONE: IL MIO TUTTO di Chiara Zaccardi



Titolo: Il mio tutto
Autrice: Chiara Zaccardi
Genere: Gay Romance, Narrativa
Casa Editrice: Bibliotheka Edizioni
Lunghezza: 540 pagine
Prezzo Ebook: € 4.99
Prezzo cartaceo: € 17.10 
Data di pubblicazione: 4  Giugno 2020

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Un romanzo toccante sull’accettazione della propria e dell’altrui diversità e sul difficile percorso che una simile scelta comporta.

“Come si fa quando non riesci a stare insieme a una persona ma non riesci nemmeno a stare senza?”.
Davide se lo chiede dal momento in cui ha conosciuto Cristian.
A sedici anni arriva in una nuova scuola, a Parma, e si fa subito notare: ama disegnare e non nasconde di essere gay. Per questo viene preso di mira da alcuni compagni.
Il leader dei bulli, Cristian, è il campione di nuoto della scuola: fisico atletico, occhi azzurri e un sorriso spietato. Cristian detesta Davide. Almeno finché non lo bacia.
Il loro è il primo grande amore, giovane, intenso, tanto inaspettato quanto assoluto. Cristian si scopre indifeso davanti a un desiderio inarrestabile, senza mezze misure, e non sa come affrontarlo. Abbandonarsi a un sentimento che lo rende diverso o respingerlo? Ammettere che le fragilità di Davide sono un po’ anche le sue o usarle per allontanarlo?
Una scelta indolore non sembra esistere, perché l’amore non ha sesso, né limiti, e sa essere implacabile.








Era quello e molto di più. Era oltre. Era uno squarcio, una caduta nel vuoto, un grido liberatorio, un tumulto in divenire.


A volte ci sono storie che ti paralizzano, che non sai come recensire per le emozioni che suscitano e che ti annientano togliendoti il fiato e ogni parola. 
Tumulti di sensazioni che scorrono libere nella mente, nel cuore. Attimi in divenire che ti paralizzano tra amore e dolore.
“Il mio tutto” è una storia meravigliosa, stupenda, unica e indimenticabile, una di quelle vicende che sai conserverai nel cuore e nella mente, che ricorderai con la stessa struggente dolcezza con cui ha saputo colpirti e avvolgerti. 
Il suo impatto emotivo è talmente forte e potente che si fatica a staccarsene, si fatica a respirare per la tenerezza e la sofferenza che si intrecciano strettamente in ogni frase e parola.
Quando mi capita di leggere libri così intensi fatico a trovare l’impronta giusta da dare alla mia recensione, il taglio con cui poter rendere appieno giustizia alla sua bellezza, descrivere come sia riuscito a colpirmi e come la sua melodia sia stata totalizzante.


“Trova ciò che ami e lascia che ti uccida.”


Chiara Zaccardi mi ha completamente conquistata e ammaliata. Il suo stile morbido e riservato è commovente e struggente, emotivamente sofferto. 
Ci narra di due ragazzi giovanissimi, destabilizzati da ciò che sono, sentono e vivono con consapevolezza o vergogna, accettazione o negazione.
Davide è meraviglioso, un ragazzo che vorresti solo poter abbracciare e proteggere da quel mondo che non lo capisce, da coloro che continuano a colpirlo, ferirlo, che tentano di annientarlo tra pregiudizio e violenza, rifiuto e disprezzo. 
Un giovane che ama con tutto se stesso, che vive e sente con intensità, che si esprime attraverso la sua arte impagabile, e che perdona sempre con tutto il cuore. 
La vita si accanisce contro di lui, tenta di spezzarne lo spirito e la melodia che esprime in ogni tratto di matita o sbaffo di colore.


Solo che Davide non è un esperimento. Davide è il colore nel mio mondo in bianco e nero.


Facciamo più fatica a capire, scusare e perdonare gli altri personaggi che rendono la vita di Davide un vero inferno. 
I sentimenti che proviamo per Cristian sono difficili e spesso negativi, sono sicuramente i più difficili da metabolizzare proprio perché Davide non ha nessuna difesa contro di lui. 
L’amore che prova è così totalizzante che ogni volta che viene brutalmente allontanato, deriso, rifiutato e ferito, non sa rinunciare alla speranza e a concedergli il perdono di ogni errore e crudeltà gratuita.


Mi chiedo quando smetterò di desiderare di essere una persona diversa. Una persona che piace ai suoi coetanei, per esempio. Una persona che non si deve sempre scusare per essere com’è.


“Il mio tutto” è una storia difficile, un calvario annichilente e di incomprensibile crudeltà. 
Chiara Zaccardi racconta una storia profonda e tangibile, straziante e piena di speranza, oscurità e commozione attraverso uno stile curato, morbido e dolcemente sofferto... Delicato. 
È un libro che tocca molteplici e difficili tematiche, che affronta ogni frastagliata emozione, ogni sfaccettatura di due giovani vite che si spezzano e ricompongono scoprendo così se stessi e l’amore che sentono, quel sentimento che li renderà più forti e uniti che mai. Indimenticabile.


Si può stare male dalla felicità? Non vorrei schiattare nel giorno migliore di sempre.


















 Chiara Zaccardi è nata nel 1986 a Parma, dove tuttora vive. 
È laureata in Giornalismo e cultura editoriale e lavora in un’azienda che si occupa di efficienza energetica.
Con le Edizioni Noubs ha pubblicato il romanzo “I peggiori ” e il racconto “Occasion ” nell’antologia “Limite acque sicure ”. Per Edizioni Arpanet è uscito il racconto “Parma, ore 3 ” nell’antologia “E tutti lavorammo a stento ”. Con il Gruppo 26Agosto ed Eros Viel ha pubblicato il racconto “Prima dell’alba ” nell’antologia “Poesie e racconti per strada ”, nell’ambito dell’omonimo concorso letterario. Il racconto “I giocattoli siamo noi ” è stato tra i cinque finalisti del Premio Grado Giallo (Mondadori) del 2012.




Nuova uscita: 9 Luglio - EMPATHY - di Mariarosaria Guarino



Titolo: Empathy
Autrice: Mariarosaria Guarino
Casa Editrice: Triskell Edizioni
Collana: Reserve
Genere: Narrativa
Lunghezza: 230 Pagine
Prezzo Ebook: € 3,99
Prezzo Cartaceo: € 15,00
Data di pubblicazione: 9 Luglio 2020

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In un mondo alla deriva, in cui la sopravvivenza è considerata il bene più prezioso, la speranza e l’amore sono sentimenti ormai dimenticati.

Gabriel, strappato alla famiglia per realizzare un progetto militare segreto, viene privato dei propri sentimenti e reso una macchina da guerra.

In quello stesso inferno vive anche Dacryma, una ragazza che possiede il grande dono dell’empatia, che la costringe a vivere isolata per non trovarsi travolta dai sentimenti altrui.

In un mondo dove la fine di ogni cosa è imminente e la gioia sembra un’utopia, due anime tormentate si incontreranno e scopriranno la verità più importante: nessuno al mondo è solo.

Forse nel mondo esiste ancora la speranza.

Chi decide chi vive e chi muore? Chi depreda i cuori dei sopravvissuti e ne inaridisce le anime?





Nuova uscita: 10 Luglio - LEGGERO COME IL CIELO - di C.K. Harp



Titolo: Leggero come il cielo
Autore: C.K. Harp
Genere: Narrativa Lgtb
Editore: Self Publising
Prezzo ebook: € 3,99 – Kindle Unlimited
Prezzo cartaceo: € 12.00
Prevendita: 23 Giugno 2020
Data uscita: 10 Luglio 2020







Esistono dee invincibili di un mondo “ideale”, divinità a cui immolare la propria vita, i propri chili e le speranze di essere e sparire nello stesso istante. Queste dee sono Ana e Mia, ovvero Anoressia e Bulimia, voci guida di una depressione latente che sormonta, avvolge e alla fine soffoca. 
Dopo la morte di suo fratello, e la scoperta di un sentimento che non avrebbe mai voluto provare per il migliore amico, Marco si immerge senza neanche pensarci nella bolla ovattata che è il mondo di Ana. Insensibile al resto del mondo, si lascia trasportare da un vortice di bilance, chat motivazionali e privazioni fisiche oltre il limite dell’ossessione. Dimenticando ogni problema che non sia il cibo.
Ma Riccardo, proprio quel migliore amico, non è pronto a vederlo spegnersi fino a diventare niente. Neanche se questo vuol dire rinunciare a tutto. Neanche se i suoi sentimenti contrastanti lo stanno gettando nella confusione più nera.
Perché in fondo siamo solo anime di passaggio che vivono momenti di passaggio. Ed è meglio camminare insieme, che da soli. Ma come fai a renderti conto dell’aria che ti sfiora se tu stesso sei convinto di essere un alito di vento?






RECENSIONE: QUELLO CHE NON SIAMO DIVENTATI - di Tommaso Fusari


Titolo: Quello che non siamo diventati
Autore: Tommaso Fusari
Editore: Mondadori
Genere: Narrativa
Pagine: 262
Prezzo: eBook € 9,99 - cartaceo € 14,45
Data di pubblicazione: 9 Luglio 2019

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«Andrà tutto bene, Michael.» «E come fai a dirlo, Sara? Prevedi il futuro?» «Non prevedo il futuro, ma siamo insieme, no?» Mi volto verso il campo di cocomeri e le vigne, che avevamo attraversato per arrivare alla recinzione. Non c'è nessuno all'orizzonte.

«E se andasse tutto male?» «Be', restiamo insieme.» «Sempre?» «Per tutta la vita.» Una promessa fatta da bambini, calda e rassicurante come una carezza, come un abbraccio quando fuori fa tanto, tanto freddo. Un fratello e una sorella, Michael e Sara, che una volta erano inseparabili e ora sono quasi due estranei, due che, pur abitando sotto lo stesso tetto, si sfiorano appena. E, nel mezzo, la vita, fatta di momenti belli ma anche brutti, momenti in cui tutto può andare avanti, oppure può interrompersi bruscamente. Momenti che arrivano inaspettati per dirti che tutto deve cambiare. Anche se non vuoi, anche se non sei pronto. E a quel punto, poco importa come, tu devi trovare un modo per andare avanti. E questo hanno fatto Sara e Michael. Ognuno per conto proprio, però. Lei attenta a non far trapelare il dolore che le si appiccica alle ossa, agli occhi, ai battiti cardiaci e che le fa mancare l'aria, e a controllare sempre tutto, a non lasciarsi sfuggire niente, in un ingenuo tentativo di tenere ogni cosa in equilibrio. Lui in balia di ciò che accade, senza trovare mai la forza di avere un orientamento, col cuore imbottito di hashish e la testa di sogni infranti. Entrambi sempre più estranei, e lontani l'uno dal cuore dell'altra.

Ma a un certo punto però qualcosa, o meglio qualcuno, irrompe nella loro vita facendo vacillare il loro piccolo mondo cristallizzato, fatto di giorni sempre uguali, silenzi, muti rimproveri, possibilità sospese, distanze che diventano siderali e ricordi sbiaditi. Di nuovo, Michael e Sara sono di fronte a qualcosa che potrebbe stravolgere la loro esistenza. E se soltanto smettessero di vivere ogni cambiamento come una crepa dalla quale possono entrare solo cose brutte, forse potrebbero riprendere il cammino interrotto tanti anni prima, trovare il modo di tornare a respirare, a credere nel futuro, e, magari, infine, ritrovarsi. 






 

Quanto è assordante il silenzio tra due cuori, quando cominciano a urlarsi addosso?
Sara aveva sempre creduto che le cose importanti, le cose belle, fossero quelle che diciamo a bassa voce, sussurrando, per paura che qualcosa possa romperle.


Secondo romanzo di Tommaso Fusari, con il primo "Tempi duri per i romantici" ci aveva fatto innamorare e piangere con Stefano e Alice, i due protagonisti. Ora tocca ad un tipo di amore diverso, ma non per questo meno forte: l'amore fraterno che lega Sara e Michael.
Attaccatissimi da bambini, un evento tragico li ha allontanati aprendo una voragine tra loro. 


Ci sono tanti modi per andarsene. Si può andare via anche restando esattamente dove siamo , perché le distanze non sono tra le persone, ma tra i cuori.


Sara porta tutti i dolori e i pianti dentro di sé, costruendosi un'armatura, andando avanti a testa bassa nel suo lavoro. Cercando di tirare avanti per lei e suo fratello.
Michael è troppo alle prese con il suo di dolore che non riesce a percepire o a comprendere quello che ha dentro sua sorella.
E poi c'è Alex, il capo viscido di Sara che giocherà, malauguratamente, un ruolo fondamentale nella storia. E Lola la ragazza di Michael.  Lola è come un lampo, arriva incendia e scompare. Alle prese con i suoi personalissimi problemi, lei prende tutto di petto e volta pagina, senza pensarci troppo.
Il romanzo è un susseguirsi di emozioni, siamo nella mente di Sara, siamo nella mente di Michael e abbiamo i flashback, tra una pagina e l'altra che ci aiutano, insieme ai personaggi, a risalire in superficie, a guarire, a capire il loro dolore.
Non posso descrivere altro della storia perché non voglio dare spoiler e perché credo che questo libro vada veramente scoperto e vissuto a poco a poco. Pagina dopo pagina.
Posso dire però che c'è tanta, veramente tanta roba. Dai luoghi di Roma, in cui è ambientata la storia, luoghi belli e luoghi brutti, quelli poetici e quelli più malfamati. C'è la dipendenza, dipendenza dalle persone, dalle droghe, dai ricordi. C'è la violenza fisica e mentale. Fusari trova il modo di affrontare un tema, quanto mai difficile e attuale come quello della violenza sulle donne.
C'è talmente tanto in questo libro che va semplicemente letto, aprendo il cuore alle emozioni che riga dopo riga ti tira fuori.
E' una delle storie che più mi ha presa, che più mi ha fatto comprendere quanto sia importante rispettare i dolori delle altre persone. Quel bagaglio che, in qualche modo, ci portiamo dietro.
Buona lettura!



È così sottile il confine tra silenzio e vuoto.
Quando intorno a te nulla fa rumore, eppure senti qualcosa che ti opprime, che ti piega su te stessa, quando cominci a parlare ad alta voce per rompere quella spessa lastra di niente che occupa tutta la stanza.
È lì che il silenzio diventa solitudine.
 È lì che il silenzio si trasforma in assenza.
In cose che non ci sono e che occupano più spazio di quando ci sono.

 

 

Segnalazione: Cenere sulla Brughiera di Francesca De Angelis


Titolo: Cenere sulla Brughiera
Autore: Francesca De Angelis
Genere: Narrativa
Editore: Arduino Sacco Editore
ISBN: 978-88-6951-219-3
Formato: cartaceo
Prezzo: € 17,90
Numero pagine: 228
Data di pubblicazione: Settembre 2016

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Arduino Sacco Editore






Catherine Barret nacque in una piccola cittadina dello Yorkshire, crescendo felice fra le brughiere che caratterizzano quei luoghi. Quell’infanzia ridente che sembrava poter durare in eterno viene spezzata dalla morte dei suoi genitori Elizabeth e Robert Barret. Cathy assieme alla nonna Mary e all’infantile zia Clarisse è costretta ad immigrare negli Usa. Dopo la morte della nonna, seguita successivamente da quella della zia, Catherine viene affidata ai Finch una coppia snob e sgarbata che la maltratta in continuazione. La ragazza troverà un po' di sollievo con l'amicizia e successivamente storia d'amore con il tormentato Logan, suo compagno di classe, ragazzo fragile che cela la sua infelicità con un facciata allegra e solare. Dopo giorni di idillio, Logan scompare. Catherine dovrà così fronteggiare da sola il bullismo dei suoi compagni di classe. Fra mille peripezie dopo essere scampata ad una violenza di gruppo da parte dei suoi compagni, si ritroverà a fuggire per la campagna, braccata dalla polizia che la considera responsabile della morte dei suoi amici e dei suoi genitori adottivi. Cathy da innocente verrà condannata alla pena capitale dopo essersi ricongiunta con Logan ed aver appreso di essere stata usata da John Cabol, un perfido avvocato amico dei Finch, assassino degli stessi e che ha visto in lei lo strumento ideale per realizzare i suoi loschi piani. Il lieto fine arriverà solo con la pace eterna, poiché nelle mie storie spesso è solo l'aldilà il luogo di pace. Nei miei racconti i protagonisti sono quasi sempre ragazzi soli e gli adulti che dovrebbero proteggerli diventano spietati carnefici senz'anima. Solo gli adulti deboli, in questo caso rappresentati dall'infantile ed un po' pazza zia Clarisse e gli anziani nonni di Logan rappresentano il bene che però è sempre destinato a soccombere. In questo romanzo ispirato a “Cime Tempestose” spesso citato nel libro come romanzo preferito dalla protagonista, ho voluto rappresentare il lato oscuro nel mondo dove la vita, la felicità e l'amore vengono abbattuti dal denaro e dalla sete di potere qui rappresentati dal malvagio avvocato Cabol.    





Francesca De Angelis nacque a Roma il 10-04-1991 in una gelida giornata di primavera, l'unica sopravvissuta ad potenziale parto plurigemellare. Per avere un quadro di quella che fu la sua infanzia, basta guardare uno di quei film anni 30 con protagonista Shirley Temple dove il lieto fine è presto detto. Le sua giornate erano scandite dalla scuola e dai giochi con gli amici sotto l'occhio vigile della nonna, una signora energica e un po' mascolina che le raccontava spesso le storie e le leggende che aveva appreso nel paesino di montagna dov'era cresciuta. Così nutrita da storie su fate, folletti e principesse l'immaginazione della piccola Francesca iniziò ad essere fertile. Un contributo venne anche dalla florida e grassottella zia materna che ogni pomeriggio, aiutata dalla collana dei libri “I Quindici” rendeva ancora più forte il suo desiderio di lettura. C'era un periodo della sera, che Francesca trovava magnifico quando il buio cadeva sulla casa della nonna, dove ogni angolo poteva celare un mistero o un bizzarro animale. Essa appariva agli occhi della bimba come un castello incantato. Qualche anno dopo il castello incantato arrivò davvero. A nove anni, dopo la morte della nonna, seguita a breve da quella della zia, la depressione iniziò a divagare nel suo corpicino spingendolo a vedere il lato più orribile del mondo. Qualcuno però non voleva vederla soffrire. Il giorno del suo decimo compleanno qualcuno le recapitò un regalo molto speciale che cambiò per sempre la sua vita. Il regalo era il terzo volume della saga di Harry Potter, della scrittrice britannica J.K. Rowling che divenne da allora la sua Fata Madrina cosmica. Quel romanzo le fece capire come la scrittura, il semplice poggiare una penna su un figlio potesse rinvigorire il suo animo in maniera ancora maggiore di quanto potesse fare qualunque medicina. Da ragazzina Francesca prese ad amare la scrittura e usando delle vecchie bambole prese a dar vita ai suoi personaggi. Oggi, che la sua vita è passata per un quarto ha da poco pubblicato il suo primo romanzo “Cenere sulla Brughiera” per la casa editrice Arduino Sacco. E, sebbene il cammino verso la felicità sia ancora lungo e tortuoso, la ragazza continua a scrivere non volendo mai abbandonare l'attività che ama di più e che la salva ogni giorno dal finire nel baratro.
 




Recensione: La libreria dove tutto è possibile - di Stephanie Butland


Titolo: La libreria dove tutto è possibile
Autrice: Stephanie Butland
Genere: Narrativa
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: ebook € 9,99 - cartaceo € 15,21
Data di pubblicazione: 8 Febbraio 2018

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Nel cuore di York, nel Nord dell’Inghilterra, c’è una piccola e fornitissima libreria. È il rifugio preferito della giovane Loveday Cardew. L’unico luogo che sia mai riuscita a chiamare casa. Solo qui si sente al sicuro. Solo qui può prendersi cura dei libri proprio come i libri si prendono cura di lei. Perché è attraverso le loro pagine che la giovane libraia riesce a comunicare le emozioni e i sentimenti più profondi: la solitudine di Anna Karenina; la gioia di vivere di La fiera della vanità; le passioni travolgenti di Cime tempestose.
Fino al giorno in cui comincia a ricevere misteriosi pacchi ricolmi dei libri con cui è cresciuta, e inizia a pensare che qualcuno stia cercando di mandarle un messaggio. Qualcuno che, forse, la conosce bene e che conosce anche la sua infanzia, divisa tra una madre assente e una donna che ha cercato di esserne il sostituto. Un’infanzia piena di ricordi difficili. Loveday non ha la minima idea di chi possa essere e del motivo per cui il misterioso mittente si ostini a non lasciarla in pace. Sa solo che non può più continuare a nascondersi e a fare finta di niente: se vuole costruirsi un futuro diverso, migliore, deve affrontare il passato che ha fatto di tutto per lasciarsi alle spalle. Al suo fianco, pronto ad aiutarla a raccogliere tutto il coraggio di cui ha bisogno, c’è il brillante e dolcissimo Nathan, poeta in erba, l’unico che sembra conoscere la strada per arrivare al suo cuore. A poco a poco, con i suoi versi pieni di speranza, riesce a scalfire il guscio che Loveday si è costruita intorno e a regalarle la promessa di una felicità che lei, in fondo, non vede l’ora di afferrare.  







 

C'erano ventisei libri sul banco davanti a me. Li ho contati. E poi li ho ricontati, come un uomo con il metal detector che non riesce a credere che quelle nel palmo della sua mano siano proprio monete.
Ventisei libri. Quelli che mia madre comprò per un anno, uno ogni quindici giorni, iniziando con un buon proposito di Capodanno e terminando un freddo 31 dicembre, quando avevo otto anni.


"La libreria dove tutto è possibile" è un romanzo che tocca dei luoghi reconditi nel mio animo forse perché condivido con la protagonista un grande amore verso i libri e una personalità piuttosto introversa.
La sua storia mi ha conquistato dalle prime righe e fa riflettere su quanto ognuno di noi combatte con i propri demoni e come sia sempre sbagliato giudicare qualcuno senza conoscerlo a fondo.
Il romanzo si suddivide in tre tempi differenti.  C'è un adesso dove troviamo Loveday alle prese con il dolce Nathan, un prima dove la ragazza fa conoscenza del misterioso e inquietante Rob, e un allora dove ci viene raccontata l'infanzia traumatica della ragazza.
Tutti i personaggi del libro sono appassionanti a modo loro. Primi fra tutti Archie, il titolare di Loveday che si capisce da subito quanto sia affezionato alla ragazza, e Nathan, dolce e bello con quel fascino da poeta.
L'autrice è stata bravissima anche ad affrontare in maniera delicata un tema piuttosto difficile, quello della violenza sulle donne.
Insomma, un mix giusto di romanticismo e tematiche sociali intervallato dai continui richiami al mondo della letteratura, infatti sono molti i titoli citati nel romanzo.
Se sceglierete di leggere questo libro sono sicura verrete risucchiati anche voi dal mondo di Loveday.
Buona lettura. 

Quegli occhi... Quegli occhi... quella fronte e quella bocca. Quei denti. Tutte le cose che dicono i libri e le poesie a proposito del divorare e bere e consumare l'altro? Lo capivo. Volevo che Nathan fosse parte di me.


























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