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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: SHINIGAMI, IL DIO DELLA MORTE - CRONACHE DEL TAKAMAGAHARA #2 di Xia Xia Lake



Titolo: Shinigami, il Dio della morte
Titolo originale: Shinigami
Serie: Cronache del Takamagahara #2 
Autrice: Xia Xia Lake
Traduttrice: Cristina Massaccesi 
Illustrazione: Kira L. Nguyen 
Cover Design: Adrijana Cernic
 Genere: Fantasy
Casa editrice: Self Publishing 
Lunghezza: 309 pagine
Prezzo Ebook: € 3,49
Data di uscita: 1 Giugno 2020

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Una storia d'amore e formazione fra un orfano e l'erede della più ricca famiglia della Terra di Yamato.

Il mondo degli uomini incontra quello degli yōkai in una lotta di potere per il destino di Fujiwara no Hirotsugu.

Mentre si batte per trovare la propria strada, Hirotsugu trova conforto in un ragazzo che diventerà il suo amico segreto, poi la sua salvezza e, mentre diventano adulti insieme, l'amore della sua vita.






La gentilezza può portare dolore e avrei dato qualsiasi cosa in quel momento per proteggerlo dall’imparare quella lezione. Ancora una volta.


Come avevo già affermato nella recensione di “Kogitsune, la piccola volpe”, Xia Xia Lake ci offre storie originali, di nicchia, vicende particolari e ammalianti, incentrate su un mondo unico. 
Una realtà intrisa di fantasia e mitologia che si amalgamano con fluidità alla mitologia e al folklore giapponese. 
L’autrice riesce ad equilibrare e armonizzare perfettamente ogni suo aspetto con delicatezza e dolcezza, sfumando ogni confine tra realtà e fantasia, credenza ed eventi storici del passato.
“Shinigami, il Dio della morte” è un libro che ci parla d’amore e di cosa saresti disposto a fare, e/o sacrificare, per esso e per la salvezza dell’amato. 
È la storia di Hiro e Ryū, della purezza dei loro cuori, della struggente dolcezza di due anime che si incontrano e si innamorano di un sentimento che sarà tutto il loro mondo, il loro presente e il loro futuro.


“Ti ho guardato ogni notte, innamorandomi lentamente di te, da quando abbiamo cominciato a dividere la stanza a Hejo-kyo. Ti osservo dormire e mi chiedo come posso essere stato tanto fortunato. Sei tutto per me.”


Il loro amore è struggente e delicato, forte e totalizzante, un sentimento che si intreccia con dolore a una società feudale che non capisce, una società che dietro lusso, sete e agi, nasconde una crudeltà umana imperdonabile. 
Hiro si renderà presto conto degli orrori e le ingiustizie in cui il popolo è costretto a vivere per il benessere di pochi. Uomini che assoggettano con insensibilità, crudeltà e violenza i più deboli.
Assistiamo allo scorrere degli anni accompagnando Hiro in un percorso di crescita che ci da modo di vedere e sapere che in lui c’è molto di più, ma cosa? 
Chi è veramente Hiro? 
A cosa è destinato? 
Cosa si muove oltre le nebbie dell’umanità per disegnare la via della sua vita e del suo fato già scritto?
La vita, il destino e gli dei gli fanno dono di alcuni momenti, giorni e mesi da vivere con il suo amore, giorni rubati a un fato che gli strazierà l’anima, portandolo a distruggere, con furore, ogni cosa pur di donare un “domani” al suo dolce amore, Ryū. 
Un giovane dal cuore puro, un ragazzo meritevole di poter avere un’altra possibilità di vivere, amare ed essere amato.


“I tuoi baci sono come fiori di primavera,” disse Hiro, “e ciascun petalo contiene cento delle mie parole d’amore.”


“Shinigami, il Dio della morte” è un libro struggente nella delicatezza della sua prosa, nella musicalità delle emozioni e nell’intreccio di amori sofferti e spezzati, amori contrastati, combattuti, bramati e strappati alla morte definitiva. 
Non posso dirvi molto altro per non rivelarvi troppo, posso solamente ribadire quello da me già affermato nella recensione del primo volume, riaffermare che lo stile di Xia Xia Lake è unico, una narrativa morbida e lieve come una poesia che riesce a ricreare un mondo così lontano per spazio e tempo, un mondo struggente e dolce amaro nei suoi eventi che ci colpiscono emotivamente. 

Un’autrice con una “liricità che ha saputo affascinarmi con la sua melodia” (cit. recensione 1 vol.).
Da non perdere.


Era la sofferenza più indicibile, tenere fra le braccia il corpo del proprio amato senza a riuscire a sentire il battito del suo cuore. Sapevo bene cosa volesse dire.











SERIE: CRONACHE DEL TAKAMAGAHARA



01 - Kogitsune, La piccola volpe - Recensione: Qui

02 - Shinigami, il Dio della morte




ANTEPRIMA: 1 GIUGNO - SHINIGAMI, IL DIO DELLA MORTE - CRONACHE DEL TAKAMAGAHARA #2 di Xia Xia Lake



Titolo: Shinigami, il Dio della morte
Titolo originale: Shinigami
Serie: Cronache del Takamagahara #2 
Autrice: Xia Xia Lake
Traduttrice: Cristina Massaccesi 
Illustrazione: Kira L. Nguyen 
Cover Design: Adrijana Cernic
 Genere: Fantasy
Casa editrice: Self Publishing 
Lunghezza: 355 pagine
Prezzo Ebook: ?
Data di uscita: 1 Giugno 2020

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Una storia d'amore e formazione fra un orfano e l'erede della più ricca famiglia della Terra di Yamato.

Il mondo degli uomini incontra quello degli yōkai in una lotta di potere per il destino di Fujiwara no Hirotsugu.

Mentre si batte per trovare la propria strada, Hirotsugu trova conforto in un ragazzo che diventerà il suo amico segreto, poi la sua salvezza e, mentre diventano adulti insieme, l'amore della sua vita.







SERIE: CRONACHE DEL TAKAMAGAHARA



01 - Kogitsune, La piccola volpe - Recensione: Qui

02 - Shinigami, il Dio della morte




Recensione: Kogitsune, La piccola volpe - di Xia Xia Lake


 Titolo: Kogitsune, La piccola volpe  
Autrice: Xia Xia Lake
Traduttrice: Cristina Massaccesi 
 Genere: Fantasy
Casa editrice: Self Publishing 
Lunghezza: 40 pagine
Prezzo Ebook: Gratuito
Data di uscita: 2 Febbraio 2019

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Kogitsune è una storia di formazione ambientata nel Giappone medievale. L’amicizia fra un giovane dio dalla forma di volpe e il suo amico d’infanzia umano è costruita sull’inganno, ma diventa più forte e pura nel momento in cui i due amici cominciano ad avere uno scopo comune. Le grandi differenze fra i loro due mondi, tuttavia, non possono essere ignorate e il loro rapporto è visto con sospetto sia dalle divinità che dagli uomini.

I sentimenti di Kogitsune per il suo amico si trasformano dall’amicizia in qualcosa di più profondo e il giovane dio imparerà che l’amore può essere straziante e totalizzante.


Kogitsune è un adattamento di un famoso dramma del teatro Noh intitolato Kokaji, la storia di un forgiatore di spade che chiede aiuto al dio Inari per costruire una spada per l’imperatore Ichijo (980-1011). 











Ci sono tanti tipi di amore. C’è l’amore che si prova per il proprio signore per averci dato la vita.
C’è quello che si prova per i fratelli, e poi l‘amore per gli amici. E infine esiste l’amore che può provocare il più tremendo dei dolori.




Questo piccolo racconto è la rielaborazione di un dramma giapponese che ci parla di un forgiatore di spade e di un dio che lo aiuta a creare la spada che sarà usata da molti imperatori.
La spada della Piccola Volpe.
Questa è sicuramente una novella particolare, direi di nicchia, eppure nella sua brevità è capace di trasmettere moltissime emozioni forti.
La “Piccola Volpe” ci parla della nascita del figlio del dio Inari, uno spirito immortale nato da una volpe.
È una giovane divinità che ha molto da imparare e che viene messo in guardia contro gli uomini. Lo vediamo crescere e imparare, lo vediamo conoscere un giovane e legarsi a lui sempre più, provare emozioni forti e totalizzanti, sentimenti che non conosce e a cui fatica dare un nome, fino a sperimentare il dolore più grande, il tradimento morale e la solitudine che ne consegue lo rendono freddo e distaccato.
Fortunatamente l’autrice ci regala un lieto fine ricco di speranza nell’amore ritrovato attraverso il perdono.
La “Piccola Volpe” è un racconto che si legge velocemente, scritto e raccontatoci attraverso una narrativa pacata che mantiene le caratteristiche stilistiche particolari appartenenti ad una cultura e tradizione così lontana e diversa dalla nostra. Una liricità che ha saputo affascinarmi con la sua melodia.
La traduzione curata e perfetta mantiene inalterato lo stile poetico della storia.
Dolcissimo. 

Trovarmi tanto vicino a Kokaji quando era sveglio aveva riportato in vita dentro di me delle ferite che avevo cercato di seppellire nel profondo della mia anima.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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